EDITORIALE. La virtù non si può imporre, di A. Longo

Contraccezione o astinenza sessuale? Aborto come scelta libera e consapevole delle donne o diritto all’obiezione di coscienza di medici e personale sanitario, addirittura dei farmacisti? Ogni volta che c’è il sesso di mezzo, l’Italia si divide. E scelte che in altri Paesi sono di stretta competenza medico-scientifica, diventano invece argomento da "Porta a porta" e di infuocati dibattiti parlamentari.

Ha ragione quindi il collega Giacomelli, presidente dell’associazione Codici, a parlare di "svolta culturale". La vicenda della RU486, la pillola che risparmia l’intervento alle donne che vogliono abortire, ha assunto in Italia un carattere di vera e propria "crociata". Dalla parte più retriva della gerarchia cattolica si sono addirittura minacciate scomuniche e si è rivolto l’invito alla disobbedienza civile. I settori più radicalmente laicisti ne hanno fatto una di "battaglia di civiltà". Invece si doveva lasciare al libero apprezzamento medico-scientifico la valutazione finale sull’utilizzo della pillola senza apprezzabili conseguenze negative sulla salute della donna. Non dovevano esserci le interferenze politiche che invece fino a ieri ci sono state, ad opera di parlamentari digiuni di qualsiasi cognizione sanitaria e animati soltanto dalla voglia di dimostrarsi "nei secoli fedeli" al vaticano e alla gerarchia. Peraltro non risulta che nei Paesi europei dove la RU486 viene usata ormai da molti anni ci siano state reazioni altrettanto violente da parte della gerarchia e degli ambienti cattolici.

Stupisce più di tutto, comunque, l’accanita opposizione di una sottosegretaria che forse vuole scontare il peccato di essere stata, da giovane, tra le più impegnate sostenitrici dei diritti della donna e della sua liberazione, che vuol dire anche libertà nella vita sessuale e soprattutto nella maternità.

L’aspetto grottesco di tutto questo è che gli stessi personaggi (l’on. Carlo Casini del Movimento per la vita, per tutti) e gli stessi ambienti cattolici che si oppongono alla RU486 e all’aborto in sè, poi si oppongono anche ad una educazione sessuale di massa e precoce, in modo da evitare soprattutto ai giovani di incorrere nelle gravidanze indesiderate che spesso si risolvono con l’aborto stesso. Si oppongono alla contraccezione, alla pillola del giorno dopo, al preservativo, insomma a tutto tranne che all’astensione virtuosa.

I valori e l’etica cattolica sono rispettabilissimi e meritano considerazione. Ma le virtù (ammesso che siano davvero tali…) non si possono imporre.

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