EDITORIALE. Lettera di un cittadino sul caso Englaro

Egr. Direttore di www.helpconsumatori.it,
presso il Vs.sito dal 2007 non si parla più del caso Englaro, tuttavia ancora oggi è di cronaca. Quello che desidero sottolineare non è la storia, quanto un fatto, secondo me, importante: la morte. Il Parlamento con legge 578 del ’93 ridefinì il concetto di morte in termini di "morte cerebrale" esautorando se stesso dal legiferare i modi e i tempi per la dichiarazione di cosiddetta "morte cerebrale" e dando carta bianca al Ministro della Sanità e alle sue associazioni medico-scientifiche sia nell’immediato che per i successivi aggiornamenti e modifiche (ultima modifica Decreto Turco 11.4.2008). Invece per Eluana il Parlamento contesta la sentenza liberatoria della Corte d’Appello e ricorre alla Procura generale di Milano contro l’ordinanza stessa ritenendo di essere "espropriato della funzione legislativa". La domanda si impone: come mai per dichiarare la "morte cerebrale" su persona a cuore battente, in sole 6 ore, il parlamento ha ceduto il diritto/dovere legiferandi mentre per stabilire se interrompere dopo 16 anni l’alimentazione forzata avversata da Eluana, lo rivendica?

E ancora: perchè si interrompe d’autorità ai non donatori la ventilazione forzata dopo solo 6 ore e senza svezzamento, anche contro la volontà della famiglia, e non si può interrompere l’alimentazione forzata dopo 16 anni su richiesta dei genitori, dei medici e della sentenza della Corte d’appello?

Si tratta forse dell’incoerenza, tutta italiana, che fa da padrona? Lei cosa ne pensa?

Ringraziandola per l’eventuale risposta, Le porgo i miei più cordiali saluti
Paolo Toso

 

Caro Paolo, rispondo volentieri alla tua lettera. Prima però ti invito ad andare sul mio blog www.ladifesadelcittadino.ilcannocchiale.it, dove pochi giorni fa ho pubblicato il magnifico discorso del senatore Ignazio Marino, cattolico, scienziato e medico di fama internazionale. Oltre alle sue profonde e umanissime considerazioni su caso di Eluana, il professore ha fatto il suo "testamento biologico" nel modo più pubblico possibile e cioè davanti al Parlamento e con parole che saranno consacrate negli atti del Senato. Ha manifestato la sua ferma e convinta volontà di non voler essere assoggettato all’accanimento terapeutico di cui è vittima la povera Eluana, qualora si trovasse nelle medesime condizioni di pura vita vegetativa.
Nel mio piccolo, caro Paolo, approfitto anch’io di questa risposta per affermare pubblicamente che non vorrei in alcun modo essere tenuto in vita artificialmente se mi trovassi nella stessa situazione.
A parte le considerazioni appena fatte, credo che i casi come quello di Eluana meriterebbero un rispettoso silenzio.
Basterebbe una legge di poche righe, in cui si dice che la scelta viene demandata alla famiglia e ai medici curanti, con l’intervento del giudice solo per verificare che non ci siano motivi di interesse o di altro tipo alla base della decisione.
Nessuna legge e nessun giudice può entrare nel cuore di una madre o di un padre che scelgono di non prolungare l’angosciante e tragica sopravvivenza puramente biologica di una figlia, senza coscienza e senza attività cerebrale intelligente, dipendente da una macchina e da una alimentazione e da un respiro artificiale.
Chi vorrà invece continuare a stare accanto al corpo del figlio e della figlia e continuare a dedicargli amore, tempo e speranza sarà libero di farlo.
Gli altri dovrebbero fare silenzio. A partire dai politici, alcuni dei quali stanno vergognosamente riducendo la povera Eluana ad uno dei tanti spot elettorali. Poi magari un momento dopo tagliano i fondi per l’assistenza domiciliare ai non autosufficienti….
Ecco perché, Paolo, siamo stati in silenzio in questi mesi. Per non aggiungerci a questo chiasso inconcludente che non riesce a trovare il coraggio di fare scelte legislative semplici, chiare e rispettose delle persone e delle famiglie. Ma forse hai ragione tu: dobbiamo tornare a parlare per difendere il diritto ad una vita e ad una morte dignitosa.
A settembre proporrò agli organi dirigenti dell’associazione una iniziativa nazionale sul testamento biologico. Nel rispetto delle convinzioni e delle scelte di tutti. Spero che tu sarai con noi.
Cordialmente,

Antonio Longo

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