EDITORIALE. L’ultima estate della cicala

Godiamocela questa estate. Forse la ricorderemo come l’ultima vissuta da "cicale". Sotto l’ombrellone dimentichiamo gli attacchi della speculazione internazionale, i giudizi impietosi delle agenzie di rating, i balbettii del governo alla ricerca di una scialuppa di salvataggio per i nostri conti pubblici, una opposizione che non riesce a coagulare la sua azione proponendosi come alternativa politica credibile e continua a parlare con voci diverse, la benzina ormai svincolata dai mercati, le crisi occupazionali che si moltiplicano o non trovano risposte.

Dimentichiamoli per qualche settimana, sperando che anche i finanzieri d’assalto se ne vadano un po’ al mare e sbolliscano sui loro yacht nella fresche acque della Sardegna, delle Seychelles o di Sharm Sheik le loro voglie di guadagno sulle difficoltà di Paesi come il nostro. Sperando che un Parlamento sempre più confuso e delegittimato riesca a trovare un guizzo di dignità nella revisione dei costi della politica, nell’impegno a fare leggi e riforme necessarie senza perdere tempo nell’ennesimo tentativo di evitare al premier i suoi problemi giudiziari (passando disinvoltamente da provvedimenti per il "processo breve" a quelli per il "processo lungo"!) o per punire una opinione pubblica laica e liberale che vuole decidere della sua vita e della sua morte, con il grottesco provvedimento sul testamento biologico.

A settembre ce li ritroveremo tutti sul tavolo questi problemi. E allora sarà inevitabile affrontarli con la scelta drammatica di anticipare quei tagli di decine di miliardi che i "furbetti di palazzo Chigi" hanno spostato al dopo-elezioni politiche, sperando così di sottrarsi alle responsabilità. Hanno anche il coraggio (vd. l’ineffabile Brunetta) di lanciare invettive contro chi guadagna 1000 € al mese e non ha alcuna garanzia sul domani.

Arriveranno altri ticket, altre limitazioni ai trasferimenti agli enti locali, altre sforbiciate alle pensioni, nuove tasse? Le "cicale" italiane ne hanno le tasche piene.

Sarà davvero l’ultima estate. Ma per il governo di Berlusconi e Tremonti.

 

di Antonio Longo

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