EDITORIALE. Memorie di un Congresso, di G. Trincia

Con questo articolo inizia la collaborazione di Giustino Trincia con Help Consumatori.

Mi sembra che il modo migliore con cui noi di Cittadinanzattiva abbiamo celebrato i nostri 30 anni nella stagione dei Congressi regionali e di quello nazionale appena terminato, sia stato quello di cercare di guardare al futuro più che al passato. In questo davvero c’è stata grande unità al nostro interno. Per il resto il confronto è stato in taluni momenti aspro, con un risultato però in linea di massima costruttivo.

Parlarne per me, a cui alcuni vecchi compagni di strada hanno rimproverato semplicemente il fatto di avere causato dolore personale a qualcuno e lacerazioni per altri, solo per avere annunciato fin dal novembre 2007 l’intenzione di candidarmi a segretario generale, non è particolarmente semplice. Sono stato sconfitto con 165 voti, contro i 186 andati al nostro Segretario generale, Teresa Petrangolini, giunto al suo terzo mandato, dopo essere stato per ben 14 anni Segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato. Solo 9 le schede bianche o nulle. Il 51,6% ha votato dunque per Teresa e il 48,4% per me. Lascio ad altri osservatori il compito di valutare i reali termini della sconfitta e/o della vittoria per l’uno e per l’altro.

Quello che resta, tra gli altri, oltre alle numerose decisioni assunte dal Congresso, la conferma del nostro Presidente e la nomina di qualche volto più o meno nuovo negli organi del Movimento, è un dato politico: finalmente una competizione non di carattere personale – come ho sempre detto – ma su linee politiche, stili di governo e programmi – chiaramente differenti, per la segreteria generale. La prova sta nei rispettivi programmi e nelle rispettive relazioni. Leggere per credere.

Ringrazio Help Consumatori per l’attenzione e la correttezza con cui ha seguito i nostri lavori. Spero che il percorso da noi fatto possa essere seguito da altre associazioni, con le molte migliorie possibili. C’è una sindrome che in genere accomuna, purtroppo, esperienze come le nostre, quella della enorme difficoltà ad accettare il ricambio come possibile e necessario, da un lato, e un vero confronto di merito, senza cedere ai personalismi, dall’altro.

Noi in realtà abbiamo fatto solo un tratto di una strada che però mi sembra quella giusta, soprattutto se associazioni come le nostre decideranno di darsi un appropriato sistema di selezione dei propri candidati mediante le elezioni primarie. Infatti, la svolta vera sarebbe quella di dare reali poteri e responsabilità agli aderenti delle rispettive organizzazioni, più che ai rispettivi apparati e a coloro che sono molto più navigati nei meccanismi e nelle procedure che presiedono un percorso congressuale.

Le elezioni primarie potrebbero costituire forse un buon antidoto contro quella visione proprietaria o feudale delle sorti di una organizzazione civica, di cui possono essere vittima soprattutto coloro che essendone stati i fondatori o di più antica appartenenza, si sentono più prerogative che non maggiori doveri e responsabilità, per la crescita sana e matura di quel segno di speranza e di fiducia per il futuro che ogni organizzazione civica dovrebbe rappresentare.

Il mio futuro ora dipende in maniera relativa da me, soprattutto dopo questo Congresso. Lo sento però molto in sintonia con quanto ho già avuto modo di scrivere e di dire. Il discrimine è uno solo: che possa essere di una qualche utilità, sulla base di quanto maturato, per far crescere la dimensione civica e per dare più forza ai più deboli in una Italia e in una Europa fin troppo dominate dalle disuguaglianze.

di Giustino Trincia – Cittadinanzattiva

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