EDITORIALE. Mutui alle stelle, bollette calde, case fredde, di A. Longo

La tredicesima è già partita, molto prima di averla incassata. Tra mutui e costi dell’energia, gli italiani possono scordarsela. Salgono sempre più i tassi dei mutui. L’euribor a tre mesi, tasso di riferimento per i mutui a tasso variabile, ha toccato il nuovo record del 5,34 per cento, a cui si deve aggiungere lo "spread", cioè il guadagno di ogni banca, che è almeno dell’1%. Quindi ormai si supera il 6% per i mutui a tasso variabile e anche quelli fissi sono su questo livello. Vuol dire che le rate mensili aumenteranno di almeno 60-65 euro, quindi 700 € l’anno.

Ci aspetta un autunno caldo nei prezzi e freddo in casa. Le notizie che vengono dal fronte-energia promettono bollette sempre più salate per l’elettricità e per il gas. Scontiamo oggi i picchi alti del petrolio e degli altri prodotti energetici, gasolio e gas in testa, che si sono registrati prima dell’estate, quando il barile di petrolio ha superato i 150 $. La revisione periodica delle tariffe, compito dell’Autorità per l’energia e il gas, viene calcolata sui costi delle materie prime dei sei mesi precedenti per l’elettricità e di 9 mesi per il gas. E quindi i recenti cali influiranno solo parzialmente su questi conteggi. La spesa per famiglie salirà quindi di altri 60-70 €, che si vanno a sommare agli aumenti che ormai si ripetono con cadenza trimestrale da oltre un anno, per un totale che supererà a fine 2008 i 200 € per famiglia. E non finisce qui, naturalmente.

Ulteriori conseguenze pesanti verranno per tutti i settori produttivi che consumano energia, dall’agroalimentare al trasporto. Dobbiamo quindi attenderci ricadute a catena, da questi aumenti delle bollette. Alcuni saranno giustificati, tanti altri saranno invece solo scelte di speculazione.
Il Governo sta a guardare senza intervenire. Da mesi le associazioni dei consumatori chiedono che vengano "sterilizzate" le accise e che si intervenga sull’iva del gas, che assurdamente oggi prevede due diverse aliquote, il 10% e il 20% a seconda che si tratti di consumo per la cucina e per il riscaldamento. Così pure, sindacati e consumatori chiedono che si faccia una seria politica di sostegno per la famiglie più disagiate e che non riescono a far fronte ai pagamenti dei consumi di energia. Ma il Ministro dello Sviluppo economico sembra tutto preso dall’entusiasmo per le centrali nucleari.

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