EDITORIALE. Non ci resta che “grattare”? di A. Longo

Un grande quotidiano oggi racconta che gli italiani, per tentare di risolvere i problemi della spesa o forse sperando di dare una svolta decisiva alla loro vita, giocano sempre più al "Gratta e vinci" e alle tante lotterie. Niente di nuovo, se è vero che anche gli studiosi di economia in tempi lontani hanno teorizzato che in tempi di crisi economica c’è una tendenza consolidata dei consumatori ad affidarsi ai giochi d’azzardo, investendo poche lire e sperando di acciuffare la fortuna.

Certo, per un Paese che fino a qualche anno fa aveva l’ambizione di diventare la quinta potenza industriale contendendo il posto alla Gran Bretagna, è davvero triste leggere queste notizie e soprattutto ancora più sconsolante guardare avanti senza vedere spiragli di soluzione ad una crisi economica che diventa sempre di più strutturale e non congiunturale.

Eppure…eppure c’è qualcosa che non torna in questa situazione di difficoltà economica. Intanto lo Stato, le Regioni e gli Enti locali continuano allegramente ad aumentare prebende, stipendi, spese improduttive o comunque non urgenti o indifferibili. La Regione Siciliana paga i suoi consiglieri (pardon, deputati, perchè si vantano di essere il primo parlamento democratico del mondo) come i senatori e tre volte rispetto ai consiglieri regionali della Lombardia e della Toscana. Così pure gli altissimi gradi della magistratura hanno livelli di stipendio più alti dell’indennità del Presidente della Repubblica. E qualcuno farnetica ancora sul Ponte di Messina, senza dire con quali soldi potrà essere costruito.

Ma anche i consumatori, almeno alcune fasce, hanno comportamenti che lasciano perplessi. Nel primo giorno di vendita dell’iPhone sono andate esaurite tutte le scorte, per centinaia di migliaia di pezzi. E un iPhone non è certo una strumento necessario ma sostanzialmente un gioco, un gadget. Comportamenti da cicale? Peggio, da cicale stupide. Perché probabilmente già a settembre i prezzi caleranno e allora le centinaia di euro spesi l’11 luglio servono soltanto a suscitare l’invidia o l’ammirazione (?!) degli amici esibendo l’esclusiva preda.

Come pure i Suv assolutamente inutili e ingombranti in città, o le Smart, di cui abbiamo il primato mondiale di vendite. Gadget costosissimi per consumatori adulti immaturi. Alla fine degli anni ’70 ci fu un grande dibattito in tutto il mondo su un libro di Erich Fromm, famoso psicologo e sociologo, da titolo "To have or to be?". A trent’anni di distanza sembra che il dilemma sia: essere o apparire. Con il rischio che alla fine non ci resti che "grattare".

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