EDITORIALE. PattiChiari 2: un azzardo o una sfida?, di A. Longo

Sembra un azzardo quello deciso dalle 13 associazioni di consumatori che hanno scelto di aderire al nuovo Consorzio PattiChiari. Dopo l’incidente dei titoli Lehman, che ha pesato non poco nei rapporti tra banche e associazioni dell’ultimo anno, c’erano molte perplessità di fronte all’invito rivolto dall’ABI per riprendere il lavoro su basi nuove. Dopo molte discussioni e confronti anche aspri, la maggior parte delle associazioni ha deciso di "provare il budino" per vedere se è buono o no. E così nella nuova "governance" del Consorzio e negli organismi di monitoraggio ci sono anche rappresentanti dei consumatori. Cosa ha spostato verso l’accettazione della proposta? Anzitutto la credibilità e l’affidabilità dei personaggi ai quali il nuovo PattiChiari si affida. Il presidente Cavazzuti, economista di grande prestigio e di indiscussa integrità morale è stato un po’ l’ago della bilancia che ha fatto decidere varie associazioni verso l’adesione. Così pure il prof. Pippo Ranci, professore di Etica dell’economia e della finanza all’Università Cattolica e soprattutto apprezzatissimo (dai consumatori) presidente dell’Autorità dell’energia. La scommessa è impegnativa, perché la posta in gioco è alta. Si tratta della fiducia dei consumatori verso un comparto, quello bancario, che è stato causa di molti "dolori" per centinaia di migliaia di famiglie italiane. La mancata adesione di alcune decine di piccole banche è una riprova dell’impegno notevole richiesto, in termini di qualità e trasparenza. La sfida comincia.

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