EDITORIALE. Privilegi della politica: mettiamo alla gogna questi “irresponsabili”

Per la prima volta, forse, chi vive di politica comincia ad avere qualche problema di serio imbarazzo. Le polemiche seguite all’approvazione della manovra, che inizialmente prevedeva sostanziosi tagli ai costi della politica, in primis emolumenti e vitalizi dei parlamentari, poi vanificati di notte da due emendamenti di marca PDL, stanno dilagando a macchia d’olio, costringendo i presidenti delle due Camere, i leader di partito (non tutti…) ad annunciare correttivi, economie, risparmi, abolizione di privilegi.

Mentre scriviamo queste righe, le agenzie lanciano anticipazioni su un disegno di legge del governo che sembra voler affrontare la situazione pesantissima che si è venuta a creare in un momento in cui si chiamano i cittadini a forti sacrifici. Si parla di abolizione della circoscrizione estero e di indennità legate alla presenza. Vedremo cosa verrà fuori, visto che anche nella proposta iniziale della manovra c’erano tante belle proposte di taglio ai costi e privilegi della politica. E visto anche il fatto che solo il Quirinale ha restituito al Tesoro alcuni milioni di euro risparmiati sul budget disponibile, che invece Camera e Senato hanno continuato ad aumentare.

Solo un’improntitudine che sfiora la provocazione ha potuto ispirare l’autore degli emendamenti e ha guidato il voto favorevole di chi li ha approvati. Solo un senso di impunità senza limiti ha potuto sottovalutare la reazione di chi, come i cittadini spremuti dalla nuova manovra, non tollerano più questi giochi di potere che lasciano sostanzialmente intaccati i privilegi di cui godono alcune migliaia di persone che hanno fatto della politica la loro (ben pagata!) professione.

Non ci sono solo deputati e senatori con i loro stipendi e pensioni (le chiamano "indennità" e "vitalizi" forse per coprire un senso di imbarazzo), le prestazioni mediche per tutta la famiglia, i servizi di ristorante, parrucchiere, psicologo, etc. Ci sono anche i consiglieri regionali della Calabria che guadagnano quasi il doppio dei colleghi di Lombardia e Toscana, non si sa per quale motivo, se si pensa al livello di sviluppo e benessere di cui godono (?!) i calabresi a fronte dei lombardi. O i consiglieri siciliani, che fino a qualche anno fa godevano di prestiti ad interesse zero da parte del Banco di Sicilia.

Intanto impazza su Facebook la pagina "I segreti della casta di Montecitorio" che ha raccolto in poche ore oltre 250mila adesioni di cittadini incazzati. Di Pietro lancia una manifestazione nazionale per settembre, anche il PD accelera le sue proposte di riforma, cominciando dalle province, la "buccia di banana" su cui è scivolato astenendosi invece di votare per l’abolizione.

Ognuno di noi può fare qualcosa. Scriviamo ai deputati della nostra circoscrizione e al leader del partito che votiamo manifestando la nostra indignazione. HC da parte sua pubblicherà nei prossimi giorni i verbali degli interventi a favore dei due emendamenti: cominciamo a mettere alla gogna questi "irresponsabili".

di Antonio Longo

Comments are closed.