EDITORIALE. “Questi ignobili buoni a nulla” di A. Longo

"E’ così difficile da accettare questa malattia. Perché dovremmo convivere con queste ignobili creature, con questi stupidi esseri buoni a nulla?". La malattia è quella dell’idiozia, le ignobili creature sono gli autori della pagina di Facebook contro i bambini down e i 1200 che l’hanno sottoscritta. Rivoltiamo queste parole contro chi le ha pensate e proposte in quella pagina che adesso non si può più leggere sul social network.
Cosa si può fare di fronte a tanta stupidità cattiva di miserabili che cercano forse soltanto un attimo di truce notorietà? Si è giustamente sollevato un coro unanime di proteste. Migliaia di utenti, diversi dai 1200, hanno manifestato la loro indignazione, è intervenuto il Garante della privacy, le associazioni delle famiglie con una persona down si sono fatte sentire.

Si ha un senso di impotenza di fronte a questo tipo di prepotenze mediatiche, sempre più frequenti nel web. Non sappiamo se si riuscirà a risalire a chi ha avuto il colpo di cretinaggine e a chi l’ha seguito. Se saranno individuati e sanzionati duramente. Certo è che qualsiasi censura preventiva o successiva non riuscirà ad evitare del tutto che si ripetano iniziative incredibili come questa.

Una sanzione efficace ci sarebbe: il silenzio. Questi figuri piccoli piccoli cercano spasmodicamente una ribalta per la loro personalità vuota. Si esaltano di fronte alla gogna mediatica a cui vengono sottoposti, una volta scoperti. Allora solo il silenzio può punirli adeguatamente. E in aggiunta, farei conoscere a ciascuno di loro una persona down, con la dolcezza e la sensibilità di cui solo i down sono capaci.
Commenta Eugenio Finardi, padre di una ragazza down di 26 anni: "Mi fanno veramente pena: hanno più problemi loro che mia figlia; devono sentirsi delle nullità per prendersela con i più deboli dei deboli".

Solo allora, forse, capirebbero chi è davvero ignobile e buono a nulla.

di Antonio Longo

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