EDITORIALE. “Rimpiangendo Norberto Bobbio…addio democrazia formale” di A. Longo

Qualche decennio fa, quando il mondo era diviso in due blocchi e da una parte c’erano le democrazie occidentali, dall’altra i paesi del socialismo reale, uno dei vanti dei sostenitori delle prime era il fatto che esse si basavano su un sistema di regole uguali per tutte le formazioni politiche, come la libertà di presentare le liste e i candidati, con procedure di garanzia, la segretezza del voto, etc. I sostenitori dei paesi comunisti invece affermavano che queste erano soltanto una democrazia formale, che interessava poco ai cittadini, per i quali invece era più importante la democrazia sostanziale che garantiva progresso, benessere e uguaglianza. Il costo di tutto questo era il partito unico, le elezioni-burla col 99% dei consensi al "grande leader", la mancanza di libertà.

Sappiamo come è finita e per fortuna ha prevalso la democrazia formale, con tutte le sue pecche e le sue insufficienze, ma che permette agli elettori di mandare a casa chi a loro insindacabile giudizio non governa bene, di esprimere liberamente il loro voto, di creare e distruggere partiti politici.

Adesso il "pasticcio" delle liste a Roma e a Milano sembra mettere in discussione proprio queste regole formali, che comprendono anche le procedure, le scadenze, le modalità di presentazione delle liste. Non si capisce perché nelle scorse tornate elettorali è stato possibile escludere questa o quella lista (ma si trattava di piccoli partiti…) perché le firme erano fasulle o erano state presentate fuori tempo massimo e adesso invece queste regole diventano all’improvviso "leggerezze" che si possono sanare con un decreto di una maggioranza e un governo responsabili proprio di queste inadempienze.

Se si procederà ad un decreto-sanatoria, verrà inferto un vulnus grave alle regole della democrazia formale, che nelle costituzioni liberali diventano anche sostanza.

Peccato che non ci sia più Norberto Bobbio a ricordarlo a questi dilettanti della democrazia.

di Antonio Longo

Comments are closed.