EDITORIALE. “Riprendiamoci il futuro, no al nucleare” di A. Longo

Riproponiamo l’editoriale a firma di Antonio Longo e pubblicato nell’edizione di questa settimana de Il Salvagente. "Hanno voluto strafare. E allora tutti si sono accorti dell’operazione di raffinata manipolazione del consenso che è stata messa in atto. Il Forum nucleare italiano si era presentato come un luogo di discussione per "un confronto non pregiudiziale" sull’opzione nucleare. E’ stato costruito un sito ben fatto, con opinioni a favore e contro, documentazione internazionale, disponibilità ad accogliere i pareri dei cittadini favorevoli o contrari alle centrali. "La tua opinione è importante", recita l’home page, invitando ad inviare commenti. Poi è partita la campagna di comunicazione, con dovizia di mezzi. E l’apparente neutralità subito è apparsa invece subliminale condizionamento. Spot televisivi, pagine intere di quotidiani e settimanali, con un forte impatto suggestivo che porta a pensare che forse l’opzione nucleare è la migliore, quella del futuro, che assicurerà un ambiente più pulito, una diminuzione dell’effetto serra, costi minori per i cittadini, un Paese in linea col progresso e la modernità. Basta guardare il colore scelto come sfondo alle tesi a favore e contro il nucleare: quelle negative sono a sfondo nero, quelle positive sono a fondo chiaro. Quasi a rappresentare anche cromaticamente l’arretratezza e l’oscurantismo degli antinuclearisti e invece la chiarezza dell’opzione favorevole al nucleare. E andando a fondo nella conoscenza del Forum, si scopre che i soci fondatori sono le maggiori aziende impegnate nella costruzione delle centrali, affare di miliardi di euro, dall’Enel alla francese EDF, con la foglia di fico di due sindacati dei lavoratori elettrici, comprensibilmente interessati ai posti di lavoro. Adesso però il gioco si è complicato. C’è in campo il referendum, che chiamerà di nuovo i cittadini a pronunciarsi, una seconda volta dopo il plebiscitario no del 1987. La lobby nucleare dispone di mezzi enormi (a proposito, è vero che la campagna in atto costa 6 milioni? ), ma altrettanto forte ed efficace può essere l’opera di informazione e convincimento che possiamo fare come associazioni ambientaliste, consumatori e movimenti. Non c’è tempo da perdere, perché la partita è difficile e gli interessi economici in gioco sono enormi. Noi cittadini ne abbiamo uno solo ma fondamentale: riappropriarci del nostro futuro".

 

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