EDITORIALE. Robin tax e i taxi di Enrico Mattei, di A. Longo

Appena sono state toccate nel ricchissimo portafoglio, le aziende energetiche hanno reagito pesantemente, mettendo in discussione i poteri dell’Autorità dell’energia, che ha addirittura "osato" mettere in guardia le stesse aziende dall’appioppare alle famiglie il peso della Robin tax. In realtà già il Governo aveva pensato e temuto questa possibile scelta truffaldina, tant’è che aveva vietato esplicitamente la "traslazione della maggiorazione d’imposta" nel DL 112/08 che ha istituito la Robin tax.

Non si capisce di cosa accusino l’Autorità, che ha agito nel pieno rispetto delle sue competenze e dei compiti assegnatigli dal Governo. O forse si capisce fin troppo bene, se consideriamo due circostanze: la prima, che invece di esporsi direttamente hanno fatto andare avanti l’Unione petrolifera; la seconda, che si tratta di aziende abituate da sempre ad esercitare pressioni fortissime sui Governi di turno, attraverso i lobbisti che agiscono nei corridoi di Montecitorio e del Senato.

L’annuncio di Tremonti di qualche settimana fa forse era stato accolto con scetticismo e sufficienza: pensavano che non avrebbe osato toccare i loro "tesoretti" miliardari. Ma stavolta i lobbisti hanno fallito o non sono riusciti, almeno finora, a modificare o annullare il prelievo straordinario.

Diciamo "per ora", perché in realtà nei corridoi felpati delle Camere si sta lavorando per vanificare la Robin tax. La riprova è nel fatto che ieri sera un presidente di Commissione, compagno di partito del ministro, aveva fatto circolare la voce che la tassa era stata abolita. Poi c’è stata la conferma (pare infuriata) di Tremonti.

Ora diventa una cartina di tornasole, questa tassa. Se verrà confermata, vorrà dire che è possibile tagliare le unghie alle aziende dell’energia (e magari ridurre anche le stock options…).
Se invece verrà cancellata o ridotta, sarà palese che, come diceva il padre dell’energia italiana Enrico Mattei, i partiti sono come taxi, si usano e si pagano. Alla faccia di Robin Hood made in Tremonti.

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