EDITORIALE. “Siamo avvocati, niente allusioni” di G. Nardelli

Siti web, accordi con il cliente, pubblicità. In campo forense sono state tantissime le novità in questi anni. Ma adesso non è chiaro cosa sopravviverà alla "controriforma". Dall’Ordine al momento non si sbilanciano, alla domanda rispondono che ogni "nuova" iniziativa che prevede forme di assistenza alternative, specie quelle on line, deve passare il vaglio dei Consigli forensi regionali, che le tariffe pubblicizzate devono rientrare nei minimi tariffari (niente offerte speciali, dunque), i messaggi pubblicitari devono corrispondere ai "requisiti di decoro ed etica", e non è ammessa né la pubblicità comparativa né elogiativa. Ma bastano pochi esempi per capire quanto l’Ordine sia rigido con chi "osa". Uno per tutti è Assistenza legale per tutti, il network di studi legali che affacciano sulla strada, e che dopo l’intervento dell’ordine di Milano hanno dovuto cambiare sigla (da Alt a Al) e messaggio. Il Consiglio milanese ha censurato il gruppo di legali per "violazione del divieto di accaparramento della clientela" stabilito dal codice. Le allusioni non sono ammesse per un avvocato. L’insegna Alt è stata ritenuta, "non un innocente acronimo della locuzione ‘Assistenza Legale per Tutti’ ma un messaggio suggestivo e schiettamente pubblicitario nel significato comunemente percepito di un invito, bonario ma perentorio, a fermarsi".

Anche l’indicazione "Prima consulenza gratuita" è costata cara agli avvocati, con sedi in otto regioni italiane. È stato giudicato equivoco. E in aperta violazione del precetto della trasparenza, in quanto, sostengono dall’Ordine, la prima consulenza è sempre gratuita. Buono a sapersi, no?

Giorgia Nardelli
Settimanale Il Salvagente

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