EDITORIALE. Silenzio, l’unica cosa da fare, di G. Tona (Mdc)

Può un Tribunale, un Giudice, o peggio ancora un’ associazione decidere o sindacare per la vita di una ragazza, che purtroppo non può più esprimere un volere? Può lo Stato, il Governo, la Chiesa, puntare il dito su un malato che non riesce più a vivere, o che anni prima aveva espresso chiaramente di non voler vivere in uno stato vegetativo? No.

Non si mette in dubbio che la vita, per chi è credente, è un dono sacro e intoccabile, ma è sacra fino a quando non viene superata e calpestata la dignità di una persona, che ormai non la sente tale.

Eluana, apre gli occhi, li chiude, respira da sola, non parla, passa i giorni, immobile sul suo lettino, cosciente o no, questo purtroppo non si sa, e non si saprà mai. E su questo molti si avallano.

Viene detto e ridetto che Eluana non sta scegliendo di morire, ma non viene mai sottolineato che proprio lei non ha potuto scegliere se essere nutrita tramite alimentazione artificiale o no, che è la sola cosa, che fisiologicamente la tiene in vita. Eluana non si alimenta da sola, ma tramite un sondino, da dove vengono erogati degli alimenti per lo più artificiali.

L’alimentazione parenterale è un accanimento terapeutico, e lei non si è potuta sottrarre a questo. Non si può giocare sulla differenza, sottile, ma presente tra le cure che tengono in vita e l’accanimento terapeutico.

E invece proprio su questo, il nostro Governo, sta giocando, deliberando, un vergognoso decreto, dove si legifera che l’alimentazione artificiale e parenterale dovrà essere un passaggio obbligatorio e non una scelta del paziente.

Ma un Governo non può scegliere se un cittadino deve obbligatoriamente farsi applicare un buco di 22-24 frange allo stomaco dove viene inserita una sonda, o ancora peggio, un sondino naso gastrico, attaccarsi ad una pompa, dove viene posta una sacca composta da alimenti artificiali.

Dove sta la differenza fra la tracheotomia, che in questo momento viene definita come accanimento terapeutico, o alimentazione parenterale?Nessuna, così come nessuno ha il diritto di scegliere o di sindacare per gli altri.

Come responsabile del dipartimento della salute del Movimento Difesa del Cittadino, e soprattutto come persona comune,sono stanca e indignata della strumentalizzazione che i giornali, la televisione sta levando in merito ad Eluana, accanendosi vergognosamente su di lei, sulla sua storia, sulla sua famiglia, su un padre che sta solamente rispettando un volere e una promessa fatta tanti anni fa a sua figlia.

Cosa faremmo se su quel lettino ci fosse nostra figlia, nostra sorella, un nostro genitore, o noi stessi. Riusciremmo ad essere così bravi, come lo siamo a giudicare, e a puntare il dito come stiamo facendo adesso.

Credo che l’unica cosa da fare, consista nel silenzio, per Eluana, per la sua famiglia, per tutte quelle famiglie che stanno vivendo lo stesso dramma, un silenzio che nessuno riesce a dare. Eluana ha il diritto di essere rispettata, così come qualunque altra persona, malato, disabile, che sceglie di vivere o di morire.

di Giovanna Tona

Responsabile Dipartimento Salute del Movimento Difesa del Cittadino

 

 

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