EDITORIALE. Tra bufale e spazzatura, di A. Longo

Qualcuno vuol dare il colpo di grazia alla Campania e alle sue attività economiche? Il sospetto è legittimo perché incredibilmente questo caso diossina nel latte di bufala sta diventando un evento mediatico mondiale, addirittura coinvolgendo subito Paesi come quelli dell’Estremo oriente che tutto sommato sono consumatori marginali rispetto al totale delle vendite. Inoltre, se è vero che per avere effetti dannosi bisognerebbe mangiare almeno 1,5 kg per 15 giorni consecutivi, è chiaro che gli allarmi lanciati a livello mondale sanno molto di voglia di discredito, di distruggere quel resto di credibilità già gravemente compromessa dalle note vicende dei rifiuti.

Dovremmo riflettere tutti su questa vicenda, dai produttori ai consumatori, dai mass media alle istituzioni. La perdurante situazione grave nella raccolta rifiuti a Napoli e provincia (nelle altre province la situazione è tranquilla, le strade sono pulite a Benevento, Avellino etc.) sta mettendo a dura prova lo sforzo di chi deve difendere il buon nome di quel territorio, di ciò che si produce e si vende. Quindi le istituzioni napoletane e della regione, invece di sprecare soldi in sontuose sedi di rappresentanza a New York , dovrebbero fin d’ora programmare con l’aiuto del Ministero del commercio estero campagne di informazione sui prodotti campani di qualità in tutti i principali Paesi consumatori. I mass media italiani dovrebbero essere più cauti nel lanciare in prima pagina false notizie di blocchi esteri all’importazione delle mozzarelle e documentare meglio i reali pericoli per chi consuma eventualmente merci a rischio di inquinamento. I produttori dovrebbero poi essi stessi chiedere che vengano pubblicati i nomi delle aziende inquinate, per evitare polveroni generali; ma a queste aziende colpite dall’inquinamento vanno assicurati finanziamenti risarcitori, naturalmente a condizione che provino la loro "innocenza" nella vicenda.

Come associazioni consumatori, ci tocca un duplice compito: informare nostri consumatori sui rischi ma anche tranquillizzarli dando informazioni precise, senza allarmismi che hanno il solo scopo di guadagnare qualche riga sui giornali.

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