EDITORIALE. Tremontitruffa e le polizze dormienti, di A. Longo

C’è un vecchio film di Totò del 1962 titolato "Totòtruffa". Il grande comico e Nino Taranto sono due ex trasformisti che vivono organizzando piccole truffe e continui raggiri, riuscendo a sfuggire alla Legge grazie alla benevolenza del commissario Malvasia, Ernesto Calindri, compagno di scuola dei piccoli imbroglioni.

Mi è venuto in mente questo film leggendo le tante storie delle vittime del provvedimento truffaldino sulle polizze dormienti, con cui il ministro Tremonti ha letteralmente scippato a migliaia di famiglie italiane i risparmi di una vita, messi da parte da genitori, coniugi, parenti a favore degli eredi.
Invece di premiare chi ha risparmiato, Tremontitruffa dalla sera alla mattina fa sparire nel suo cilindro decine di milioni di euro, che servono a soddisfare gli appetiti di una finanza pubblica esausta, anche per gli sprechi tipo G8 a La Maddalena.

Le associazioni, come potete leggere nella notizia, le hanno provate tutte: proteste, lettere, emendamenti. Nulla! Beffardo e irridente, Tremontitruffa neppure risponde alle richieste dei sottosegretari del governo di cui fa parte, come l’on. Saglia, che tra l’altro è anche Presidente del CNCU.

E’ una vicenda vergognosa e incredibile, in cui la protervia è pari soltanto all’ipocrisia; è sempre lo stesso ministro che parla di funzione sociale del mercato, di ritorno all’intervento pubblico, di profonda revisione delle regole per punire gli speculatori.
Intanto Tremontitruffa ruba ai morti, imbrogliando i vivi.

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