EDITORIALE. “Una bambocciona disabile risponde a Brunetta”, di A. Longo

Ci sono dei momenti in cui un politico dovrebbe chiedersi se davvero riesce ad essere in sintonia con i cittadini che rappresenta. E magari dovrebbe riuscire a vergognarsi e scusarsi se dice delle stupidaggini. E’ il caso del ministro Brunetta, che vorrebbe "mandar fuori casa per legge i diciottenni". Quando si è accorto che la proposta non era brillante e raccoglieva solo ironie e sarcasmi, ha detto che si trattava solo di uno scherzo. Peccato che non sia uno scherzo la condizione dei ragazzi costretti a stare a casa perché non trovano lavoro e non hanno soldi per una propria casa o una vita autonoma. Ci ha scritto una di loro, una "bambocciona" di 37 anni, disabile, che con forza contesta a Brunetta gli inadempimenti del governo (non solo questo, di tutti i governi, aggiungiamo noi) verso cittadini che per la loro condizione di disabilità dovrebbero avere una attenzione maggiore da parte della Pubblica amministrazione centrale e locale, per l’esercizio pieno dei loro diritti di cittadinanza.
Pubblichiamo integralmente la lettera di Claudia firmata anche dalla sua mamma Marina. La faremo avere anche al ministro Brunetta. Sperando nelle sue scuse.

Antonio Longo

"Gentilissima redazione
Vorrei esprimere la mia opinione per le parole del Ministro Brunetta sulla legge per i bamboccioni.
Sono una bambocciona di quasi 37 anni e vivo ancora in famiglia per mia fortuna! Avrei fatto una ben triste fine se non fosse così.
Ho letto dell’intenzione del Ministro Brunetta di proporre una legge che obblighi i figli a lasciare la casa paterna al compimento dei 18 anni .
Ben detto, una brillante idea che vorrei commentare se potessi farlo, una legge in tal senso obbligherebbe il Governo però, ai sensi della Costituzione Italiana, di prevedere una partecipazione economica a questo scopo, perché la maggior parte dei ragazzi italiani a 18 anni studia ancora e non ha redditi propri, come potrebbe mantenersi fuori casa?
E se una legge in tal senso con i relativi fondi fosse veramente proposta e approvata dove si potrebbe trovare la copertura finanziaria visto che non ci sono le risorse economiche per mettere in atto le leggi che già ci sono ?

Vorrei ricordare anche al Ministro Brunetta che una legge in tal senso dovrebbe contemplare tutti i 18enni compresi quelli con disabilità, forse non è a conoscenza però di quanto possa costare la vita autonoma fuori dalla famiglia d’origine tante sono le necessità,
Abitazione senza barriere architettoniche
Con arredamenti tecnologicamente avanzati
Assistenza per gli atti quotidiani della vita, andare a lavorare, scuola, riabilitazione .

Se oggi non sono stanziati fondi sufficienti ai sensi della legge 162/98 tali da permettere a tutte le persone con disabilità di avere una vita autonoma come è possibile solo pensare di emanare una legge del genere? Oppure sarà previsto che le persone disabili possano continuare a vivere in famiglia così da evitare un esborso molto oneroso per le finanze del nostro Stato?
E le Pari Opportunità? questa sarebbe discriminazione, esiste una legge in tal senso, una buona legge, parecchio dimenticata che in questo caso credo sarebbe finalmente messa in atto da molti.

Io non mi preoccupo certo perché ho un Patrimonio invidiabile che mi permette di avere tutto ciò che mi serve per vivere dignitosamente, infatti ho un Padre e una Madre che fin da quando ero piccola si sono presi cura di me e io sono sempre al primo posto in famiglia per quanto riguarda le priorità, certo ho anche un sostegno economico dallo Stato di circa 750 euro che aiuta i miei genitori a sostenere la mia vita materiale, alimenti, vestiario, medicinali, cure, spesso anche trascurando e dimenticando i loro sogni, i loro interessi, la vita stessa.

Non ho mai rifatto il mio letto, nonostante l’età, e non ho imparato a far da mangiare, sono proprio una gran bambocciona, credo però che avrei diritto anch’io alla sua considerazione, perché se una Sentenza che obbliga un padre a mantenere la figlia 32enne studentessa universitaria fuori corso ha provocato un tale interessamento in lei vorrei per equa giustizia che lei si ponesse la domanda di come i miei genitori abbiano fatto fino ad ora a mantenermi, certo io non frequento l’università e non posso far causa a nessuno, non sono in grado di farlo .

Vorrei poter chiedere al Ministro Brunetta di occuparsi anche delle famiglie con figli maggiorenni disabili non solo per tagliare i permessi mensili o per negare la richiesta di prepensionamento per chi un lavoro è riuscito a mantenerlo nonostante le difficoltà di organizzazione famigliare, la mia mamma non è stata così brava e non avrà diritto a alcuna pensione, vorrei potergli dire che pur se faccio parte di una minoranza sono, esisto e ho gli stessi diritti di tutti i bamboccioni anche se io non posso esprimerli, lo fa la mia mamma per me, così come ha scritto questa lettera, ipotizzando il mio pensiero ascoltando il suo cuore. Dopo 37 anni sentendo certe ipotesi da un Ministro, proprio non riesce più a stare zitta, ma si sa la mamma di una bambocciona disabile parla sempre troppo. La Bambocciona Claudia e la mamma Marina"

 

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