EDUCAZIONE. Prima emergenza nazionale. Indagine Fondazione per la Sussidiarietà

Oggi a Roma, presso l’Aula Convegni del CNR in Piazzale Aldo Moro 7, la Fondazione per la Sussidiarietà ha presentato i risultati della prima indagine nazionale su "Sussidiarietà ed educazione " in Italia. L’indagine è stata svolta su un campione di 3216 intervistati divisi tra famiglie, imprese e istituzioni. L’educazione è considerata la prima emergenza nazionale dal 61% delle famiglie del campione – seguite con percentuali appena inferiori da istituzioni e imprese- e per un altro 35% essa è comunque fra le prime emergenze del Paese.

La consapevolezza dell’importanza della sfida educativa fa affermare a più del 55% del campione che il primo elemento di una scuola di qualità sta nella preparazione e nella capacità degli insegnanti, mentre il "contesto sociale e culturale", che si attesta in media intorno al 23%, supera la presenza delle famiglie (15%) e le risorse economiche (7%). E’ inoltre emerso che la crescita della personalità di un minore avviene assai più nell’opera educativa svolta da un maestro (89%) che non in una ipotesi di tipo individualistico libera da ogni autorità (10%). L’82% è convinto che la scuola serva principalmente ad "istruire ed educare", cioè a formare la personalità del ragazzo, e non semplicemente ad "addestrarlo a un lavoro".

Tra i difetti del sistema scolastico il dito viene puntato sulla scarsa qualificazione degli insegnanti (43%), mentre per il 41% la scuola è adeguata alle problematiche giovanili, ma con gravi insufficienze. Riguardo la Riforma Moratti, il 68% la valuta positivamente, mentre tale giudizio è negativo per il 50% ; positivamente unanime, invece, la valutazione circa l’introduzione della scuola professionale all’interno del sistema scolastico (95%). Per quanto concerne, infine, la questione della sussidiarietà il 20% dichiara di non conoscerne il significato, mentre, una volta venutone a conoscenza, il 71% delle famiglie ed il 68% delle imprese ne hanno una percezione positiva ; le imprese favorevoli al decentramento delle funzioni dello Stato (sussidiarietà verticale) sono pari al 53%, mentre il consenso verso la possibilità che i servizi pubblici siano gestiti da soggetti no-profit diversi dallo Stato (sussidiarietà orizzontale) si attesta intorno al 54%.

Per Enrico Maria Greco, AD. Mondatori Università, "l’emergenza educativa nel nostro paese è molto forte, per cui è necessario fornire alle nuove generazioni gli strumenti giusti per crescere e riuscire, in un futuro prossimo, a gestire le sorti del paese". Secondo Onorato Grassi, Docente Storia della Filosofia Medievale Libera Università Lumsa di Roma, "diventa sempre più importante investire sull’educazione dei nostri figli ; credo che sia giusto creare un sistema scolastico "misto" dove l’iniziativa privata avvenga all’interno di un quadro generale pubblico, e soprattutto dove l’individuo abbia la possibilità di scegliere". "Resta comunque forte- continua il docente – l’esigenza di un salto di qualità nell’istruzione, in particolar modo riguardo agli insegnanti e al loro livello di preparazione".

Per Giuseppe Fioroni, Ministro Pubblica Istruzione, "è importante soffermarsi sul concetto di sussidiarietà in quanto, forse non essendo chiaro a tutti, proviamo a tirarlo da una parte all’altra dandone interpretazioni multiformi e contraddittorie ; il principio di sussidiarietà non nasce come alternativa allo statalismo, bensì come rispetto della libertà e dell’iniziativa del singolo individuo". "La Sanità e l’Istruzione – continua il Ministro- sono fra i diritti che maggiormente devono essere garantiti ; non è possibile liberalizzare ambo i sistemi totalmente ; la sussidiarietà può solo essere un’integrazione al sistema già in vigore, nel quale esiste un servizio pubblico in cui sono compresi anche i privati ma che vengono e devono continuare ad essere regolati da una "governance"di natura elusivamente pubblica".

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