ELETTRICITA’. Autorità: 7 famiglie su 10 conoscono la liberalizzazione

Sette famiglie su dieci conoscono la liberalizzazione del mercato elettrico scattata il 1° luglio scorso. Il 7% poi si dice pronto a cambiare venditore nei prossimi mesi. Lo rivela in una nota l’Autorità per l’energia elettrica e il gas che ha commissionato a un istituto specializzato un’indagine demoscopica – realizzata nel novembre scorso su un campione di 2.500 interviste e focus group – sulla qualità dei servizi del mercato dell’energia elettrica.

Dal 1° luglio 2007 infatti in Italia, come nel resto d’Europa, è scattata la completa liberalizzazione della domanda di energia, in attuazione delle Direttive UE 54 (elettricità) e 55 (gas) del 2003. Dunque quasi 30 milioni di famiglie hanno potuto scegliere se rivolgersi a venditori di energia elettrica diversi da quello da cui si erano rifornite sino ad ora, optando per l’offerta più interessante.

L’Autorità, attraverso questa indagine, ha voluto conoscere le aspettative e la soddisfazione delle famiglie e delle piccole imprese, cercando anche di capire il reale atteggiamento verso le tematiche della liberalizzazione. Risultato? Il 72% delle famiglie è a conoscenza della completa liberalizzazione, mentre l’86% delle aziende sa che il mercato per i clienti non domestici (imprese, partite IVA ecc) è liberalizzato già dal 2004. Il 7% delle famiglie e l’8% delle aziende si è detto "propenso a cambiare nei prossimi mesi", dichiarando che "certamente o probabilmente non continueranno ad usare l’attuale fornitore".

"Un cliente interessato alle opportunità offerte dal mercato aperto alla concorrenza, soddisfatto della qualità tecnica del proprio servizio (certamente non dei prezzi), ma non a piena conoscenza dei propri diritti a tutela della continuità ed efficienza della fornitura". E’ questa l’immagine scattata dalla fotografia dell’Autorità.

Sul fronte della qualità tecnica del servizio (continuità della fornitura, numero e durata delle interruzioni) è alto infatti il livello di soddisfazione: per i clienti domestici, l’89% dichiara di essere "molto" o "abbastanza" soddisfatto, contro un 11% di "poco" o "per nulla" soddisfatti; i clienti non domestici per il 93% si dicono "molto" o "abbastanza" soddisfatti, contro un 7% di insoddisfatti. Tra i principali motivi di insoddisfazione si rilevano invece le interruzioni lunghe e brevi (rispettivamente quelle superiori a tre minuti e inferiori o uguali a tre minuti), percepite come troppo elevate rispettivamente dal 22% dei clienti non domestici e dal 24% dei clienti domestici.

Se si sposta poi l’attenzione sul livello di conoscenza dei consumatori degli indennizzi automatici nel caso di mancato rispetto degli standard di qualità commerciale da parte del fornitore (tempi massimi per attivazioni o disattivazioni, preventivi, esecuzione lavori, ecc.), si scopre che solo il 19% dei clienti li conosce, sia nel caso delle famiglie che delle aziende, mentre il 43% e il 40% dichiara di essersi accorto che una volta all’anno, assieme alla bolletta, vengono comunicate alcune informazioni sulla qualità del servizio.

Infine, il disagio maggiore è stato riscontrato per le interruzioni di energia elettrica lunghe e non programmate: oltre il 50% di chi ha avuto un disservizio di questo tipo dichiara di aver avuto molto o abbastanza disagio. A differenza delle interruzioni lunghe, dove il livello di disagio è abbastanza simile, i clienti non domestici sono decisamente più sensibili ai disagi creati dalle interruzioni programmate (+15% rispetto ai clienti domestici) e alle interruzioni brevi (+14%).
Interruzioni che, secondo i dati dell’Autorità, sono in miglioramento: nel 2006, ultimo anno con dati a consuntivo, le famiglie italiane hanno subito meno interruzioni nelle forniture di energia elettrica e di minore durata. Considerando il numero totale di interruzioni (lunghe e brevi) per cliente, la riduzione dei disservizi è passata da 9,5 nel 2002 a 7,2 nel 2006, con un miglioramento di circa il 24% nei quattro anni.

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