ELEZIONI. Censis: “Cresce di poco la fiducia nei politici, ma è l’economia ad avere il primato”

La sanità e la previdenza sono i due settori sui quali si concentrano maggiormente le aspettative da parte degli elettori (alle recenti politiche 2006) di provvedimenti di riforma radicali. La sanità per il 37,6% degli italiani, +3,4% rispetto al 2001, e la previdenza per il 31,6%, +5% rispetto al 2001. A rilevarlo è il Censis che spiega: "Il dato è interessante perché la sanità è un settore nel quale sono state attuate più volte riforme senza che, a quanto pare, si ottenessero risultati percepiti dai cittadini come definitivi, e la previdenza è stata di recente oggetto di un’importante riforma, che però non deve aver influito sull’insoddisfazione degli italiani".

Cresce la voglia di cambiamento anche riguardo alla scuola (19,1%, +3,2%) e alle norme di tutela dei lavoratori (16,7%, +4,3%). In altri settori, rispetto al 2001, è scemata la domanda di riforma degli italiani: la giustizia (indicata dal 26,8% degli intervistati, -5,2% rispetto al 2001), il sistema elettorale (-5,7%), il fisco (-4,7%). Tale "agenda delle priorità" segnala insoddisfazione per settori in cui è ancora alta la copertura pubblica e, quindi, appare essenziale leggere i dati in relazione alla funzione che le diverse istituzioni, secondo gli elettori, devono esercitare in via prioritaria.

Oltre il 46% degli italiani intervistati ritiene che nella nuova distribuzione dei poteri tra le istituzioni occorra privilegiare il ruolo dello Stato per assicurare l’equilibrio tra le varie parti del Paese (quota che cresce di quasi 13 punti percentuali rispetto al 2001), il 31,9% (era il 39% nel 2001) ritiene che vada rafforzato il ruolo delle Regioni poiché rappresentano gli interessi del territorio, e il 21,9% (era il 27,7% nel 2001) quello degli Enti locali perché sono le istituzioni più vicine ai cittadini.

La maggioranza degli italiani ha un rapporto secondo il Censis definibile "non continuativo" con la politica poiché se ne interessa "in modo discontinuo" (39,2%) oppure "di rado" (39,1%); le sacche più militanti, che si dichiarano "coinvolte" nella politica sono il 13,3% degli intervistati, mentre l’estraneità assoluta ad essa riguarda l’8,5%. Tuttavia tale rapporto generalmente "discontinuo" non inficia la convinzione nella netta maggioranza "dell’importanza del voto": il 65% degli elettori pensa che il proprio voto può contribuire a determinare molto o abbastanza il futuro del Paese e il 60,9% ritiene che i risultati elettorali influiranno concretamente sulla propria vita. "Le elezioni contano" è lo slogan che accomuna larga parte degli italiani, nonostante gli stessi tendano a diversificarsi notevolmente sui temi della politica.

Prevale ancora la sfiducia nella classe politica, per il 58,3% degli intervistati, anche se il confronto con i dati nelle precedenti politiche mostra come la fiducia nella politica sta lentamente crescendo: gli italiani che dichiarano di avere "molta o abbastanza fiducia nei politici" passa dal 36% del 2001 all’attuale 41,7%. I maggiori detentori del potere in Italia, secondo gli elettori, sono i grandi imprenditori e gli uomini dell’alta finanza (38,7%). Il confronto con il 2001 indica una riduzione netta del potere della politica rispetto all’economia. Per il 74% degli intervistati la televisione è il principale canale di raccolta di informazioni utili per la propria scelta di voto. I giornali sono la principale fonte di informazione politica per il 27,4% degli italiani.

E’ Porta a Porta – continua l’istituto di ricerca – il programma di informazione politica più indicato dagli elettori intervistati come fonte primaria di informazioni utili per la propria scelta di voto; è il 56% degli italiani (quota che sale al 70% tra gli elettori della CdL e flette al 42% tra quelli dell’Unione) a citarlo come trasmissione "più utile per la scelta di voto". Matrix (34,7%) e Ballarò (33%) ottengono percentuali molto vicine, ma hanno pubblici dai connotati di appartenenza politica e sociodemografica molto diversi. Infatti, Matrix è visto soprattutto da elettori della CdL (42,5%) e dai più giovani (45%), mentre Ballarò è la trasmissione di riferimento degli elettori dell’Unione (50,9%), e dei 30-44enni (34,7%).

I confronti regolamentati tra i due leader – conclude la ricerca svolta dal Censis su un campione di 2.000 italiani intervistati all’uscita dei seggi alle ultime politiche del 9 aprile scorso – sono stati indicati dal 23,1% degli intervistati. Va segnalata infine la performance di Otto e mezzo programma quotidiano de La7 che viene indicato dal 10,6% degli intervistati come fonte utile di informazione politica in vista delle elezioni.
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