ELEZIONI. Censis: Lega prende consensi da tutti, Sinistra li perde anche verso il centro-destra

La Lega Nord quasi raddoppia i consensi, la Sinistra Arcobaleno si riduce a meno di un terzo e aumentano i consensi all’Italia dei Valori. Il partito guidato da Umberto Bossi pesca voti a destra e a sinistra: il 56,7% dei consensi che ha raccolto è composto da elettori che nelle precedenti elezioni avevano votato l’attuale Popolo della Libertà (27,5%), il centrosinistra (20,4%) e per un 8,7% i partiti che fanno parte dell’attuale Sinistra Arcobaleno. Quest’ultima ha invece perso voti verso il Partito democratico (oltre il 37%) ma anche verso il Popolo della Libertà (16,2%), verso l’Italia dei Valori (5,6%) e per un 3,9% verso la Lega Nord. Sono alcuni dei dati di fondo evidenziati dal Censis, che ha realizzato un’indagine sulla motivazione di voto degli elettori italiani su un campione di circa duemila elettori intervistati all’uscita del seggio durante le elezioni politiche del 13 e 14 aprile. I risultati completi, con gli elementi qualitativi, saranno presentati domani a Roma.

La ricerca evidenzia i flussi elettorali: per chi avevano votato nel 2006 gli elettori dei diversi partiti del 2008. L’analisi evidenzia intanto che nel centrosinistra oltre il 93% aveva già espresso il proprio consenso nel 2006, mentre la coalizione di centrodestra ha un 83,9% di elettori che hanno rinnovato il consenso e il 12,6% che invece aveva votato per la coalizione opposta. Particolare la situazione dell’Udc dove solo il 18,3% rappresenta elettori che avevano dato il proprio consenso al partito nel 2006: il 24,7% proviene dalla Casa delle Libertà e ben il 57% dall’ex Unione.

Rileva dunque il Censis in una nota che "i flussi indicano una consistente fuoriuscita di elettori dal centro sinistra, intercettata dalla coalizione del centro destra e anche dall’Udc. La capacità del Centro Sinistra di attirare ex-votanti della coalizione opposta, così come la sua capacità di mobilitare elettori che nel 2006 non avevano espresso un voto, non è riuscita a compensare la fuga di consenso verso gli avversari, sia quelli tradizionali del centro-destra che in misura maggiore verso l’Udc, il cui elettorato maggioritariamente proviene dall’Unione, con tutta probabilità dall’area di Centro del Centro-sinistra. I fatti più rilevanti riguardano il quasi raddoppio di consenso alla Lega Nord, l’aumento consistente dei consensi all’Italia dei Valori e la riduzione a meno di un terzo dell’elettorato della Sinistra Arcobaleno".

LEGA. L’attuale elettorato della Lega è composto per il 43,3% di persone che avevano votato per questo partito alle elezioni del 2006 ma ben il 56,7% è fatto di elettori che avevano votato per altri soggetti: il 27,5% per l’attuale Popolo delle Libertà (Forza Italia e Alleanza Nazionale), il 20,4% aveva dato il suo consenso a Ulivo, Rosa nel Pugno e socialisti e l’8,7% si era addirittura schierato con gli attuali componenti della Sinistra arcobaleno (Rifondazione Comunista, Comunisti italiani e Verdi). L’elettorato leghista è a forte componente maschile (il 59,5% dei suoi elettori), sono più presenti i 30-44enni (sono oltre il 36% del suo elettorato) ed è molto alta la componente di single. In termini di localizzazione territoriale, prevalgono i residenti nel comuni fino a 5 mila abitanti e fra 5 e 30 mila abitanti.

SINISTRA ARCOBALENO. Dove sono andati i flussi della sinistra radicale? Oltre il 37% sono andati al Partito Democratico, il 19,3% sono rimasti nella Sinistra Arcobaleno, ben il 16,2% si sono spostati verso il Popolo delle Libertà, il 5,6% ha scelto l’Italia dei Valori, il 3,9% la Lega Nord e poco meno del 18% hanno votato altri partiti, oppure scheda bianca/nulla. Si tratta di "una migrazione sparsa del consenso del 2006, con addirittura una quota superiore al 20% che è saltata nella coalizione di centro-destra".

ITALIA DEI VALORI. L’elettorato dell’Italia dei Valori è composto dal 29% di elettori che ha confermato il proprio consenso rispetto al 2006, del 37,3% che aveva votato per l’Ulivo, del 12,9% che aveva votato per uno dei partiti dell’attuale Sinistra Arcobaleno e da un 4% che aveva votato per Forza Italia o Alleanza Nazionale.

POPOLO DELLE LIBERTA’. In termini di voti, la coalizione conta circa 1.001.000 voti in meno del Popolo delle Libertà ampiamente compensati dall’incremento della Lega Nord e dal MPA che totalizzano circa 1.687.000 voti in più. Il saldo quindi è di circa 686.000 voti in più, pari a più 4,2%. Considerando il profilo socio-economico degli elettori, c’è equilibrio fra i sessi, prevalgono i 30-44enni (sono il 33,9% dell’elettorato), più presenti rispetto agli altri partiti risultano i single (sono oltre un quarto degli elettori), mentre c’è una distribuzione abbastanza equilibrata per titolo di studio. Pesano soprattutto l’elettorato meridionale e i residenti nei centri urbani fra 5 e 30 mila abitanti e fra 30 mila e 100 mila abitanti. Quasi il 41% degli elettori è occupato a tempo indeterminato e più alta rispetto alla media è la presenza di casalinghe. Le professioni che più si sono riconosciute in questo nuovo partito sono gli imprenditori e i liberi professionisti (sono il 22,6% del suo elettorato, il 13% nel totale), nonché i commercianti e gli artigiani (sono oltre il 17%, contro il 13,9% del totale).

PARTITO DEMOCRATICO. La coalizione "Walter Veltroni" guadagna complessivamente circa 383.000 voti, pari al 2,9%, come saldo fra 333.000 voti in meno del Partito Democratico e i 717.000 voti in più dell’Italia dei valori. Chi sono gli elettori? Il Pd, rileva il Censis, ha un elettorato con una più consistente presenza femminile (le donne sono il 54,7% dei suoi elettori); è inoltre più alta rispetto agli altri partiti sia la presenza di giovani che sono il 18% del suo elettorato – il 35,6% dei giovani ha votato per il Pd – che, soprattutto, quella degli anziani (sono il 29,5% del suo elettorato), ed è maggiore la presenza di elettori che fanno parte di coppie con figli. Riguardo al titolo di studio tra gli elettori sono più presenti quelli con bassa scolarità (il 30,9% ha al massimo la licenza elementare), mentre geograficamente il partito risulta più radicato nell’area centrale e nelle città con oltre 100 mila abitanti (33% del proprio elettorato).

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