ELEZIONI. Italiani temporaneamente all’estero, ecco le procedure di voto

Italiani temporaneamente all’estero, chi può votare e come? Appartenete a Forze Armate, Polizia o siete dipendenti delle amministrazioni dello Stato, professori universitari o ricercatori? Ecco le procedure da seguire per le prossime elezioni.Come si apprende dal Portale nazionale del Cittadino, Italia.gov, sono state fissate infatti le regole per le prossime votazioni, anche per i cittadini temporaneamente all’estero.

Potranno esercitare il diritto di voto fuori dai confini nazionali i cittadini che appartengono alle Forze Armate e alle Forze di Polizia impegnate nello svolgimento di missioni internazionali. Nel caso di dipendenti delle Amministrazioni dello Stato, la durata della loro permanenza all’estero deve essere superiore a sei mesi; se ci sono familiari conviventi, questi ultimi non devono essere iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Anche i professori universitari e i ricercatori potranno votare nel Paese in cui si trovano, purché in servizio per almeno 6 mesi, e se alla data del presente decreto si troveranno all’estero da almeno tre mesi.

Come e quando presentare le domande per il voto per corrispondenza? Queste dovranno pervenire entro e non oltre il trentacinquesimo giorno antecedente la data di votazione: gli appartenenti alle Forze Armate devono presentarla al comando o amministrazione di appartenenza; i familiari conviventi di dipendenti di amministrazioni dello Stato all’Amministrazione di appartenenza del proprio familiare; i docenti e i ricercatori universitari direttamente all’ufficio consolare.

Nel caso in cui chi ha già fatto domanda di voto per corrispondenza volesse revocarla, si può fare. L’interessato dovrà far pervenire una espressa dichiarazione, datata e sottoscritta, all’ufficio consolare entro e non oltre il ventitreesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia.

Inoltre, in attuazione degli impegni internazionali assunti nell’ambito dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, è ammessa la presenza di osservatori elettorali internazionali.

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