EMERGENZA INCENDI. WWF: in fumo 4500 ettari di natura protetta

Anno nero per le aree protette che stanno andando in fumo. Secondo il WWf si tratta di un disegno criminale contro il quale potrebbe fare fronte solo una strategia tra regioni ed enti parco. Tra le regioni più colpite c’è la Calabria dove ieri si sono contati oltre 130 incendi. Altra regione dalle valenze naturalistiche importantissime l’Abruzzo, che ha visto andare a fuoco boschi nel Parco della Majella, nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Oltre alla tragedia umana vissuta nei giorni scorsi, la Puglia è stata spettatrice anche di incendi nelle sue aree protette: Parco del Gargano, Parco dell’Alta Murgia, e poi le Oasi WWF Le Cesine e Monte Sant’Elia che per il tempestivo intervento se la sono cavata senza particolari danni. A fuoco il Parco Naturale Regionale di Frasassi e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini nelle Marche, il Parco Regionale del Matese, in quello Regionale del Taburno e Camposauro in Campania. Anche la Sicilia non è stata risparmiata dagli incendiari: Parco dell’Etna, Parco dei Nebrodi, Parco delle Madonie, la Riserva Naturale di Torre Salsa, anche Oasi del WWF. Nel Lazio colpito anche il ‘bosco del Papa’, intorno al Lago di Castelgandolfo, nel parco Regionale dei Castelli.

Un dato sottostimato ci dice che in poche settimane sono già andati distrutti oltre 4.500 ettari di natura protetta, una cifra destinata a salire una volta accertati i danni grazie ai calcoli sul catasto delle aree bruciate.

"Eppure lo strumento legislativo per difendere i parchi dal fuoco c’è, come abbiamo scritto lo scorso anno in una lettera inviata a tutte le Regioni e agli Enti parco dove richiamavamo la Legge Quadro sugli incendi che prevede anche la formulazione e l’applicazione di Piani di prevenzione specifici per le aree protette. La cronaca di questi giorni ci dimostra purtroppo l’assenza di questo coordinamento – ha dichiarato Patrizia Fantilli, Direttore dell’ufficio legale- legislativo del WWF Italia – enti locali e parchi non hanno ancora applicato gli strumenti di pianificazione. E come un acceleratore in una macchina già in corsa le straordinarie condizioni climatiche di questi giorni provocate dal più vasto fenomeno dei cambiamenti climatici evidenziano in modo drammatico tutta la debolezza del nostro sistema ‘immunitario’ antincendio".

Il WWF sottolinea l’importanza di una pianificazione, anche quella per la prevenzione degli incendi, come prodotto di un processo che, identificati i valori naturali e le minacce che li insidiano, con un metodo partecipato, riesca a coinvolgere chi vive ed opera sul territorio nell’identificazione delle soluzioni e nell’attuazione delle strategie. Gli stessi cittadini devono diventare custodi del territorio del parco, e deve aumentare la consapevolezza della ricchezza che questo costituisce. Distribuire a pioggia finanziamenti per rimboschimenti o ripristini, che magari poi vengono realizzati in modo poco compatibile con le peculiarità del parco e con la missione di conservazione della natura, non servirà ad uscire da questo circolo vizioso. Anzi, spesso il meccanismo degli incentivi per i procacciatori di appalti per i ripristini rischia di essere una micidiale ‘miccia sociale’ per gli incendi.

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