ENERGIA. AEEG e Antitrust inviano segnalazioni sullo schema di decreto sul gas

Lo schema di decreto legislativo sul gas, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso aprile, migliora la concorrenza ma rimangono delle criticità: è necessario aumentare il gas a disposizione del mercato e assicurare maggiori benefici a famiglie e Pmi. Bene lo schema di decreto, ma va completato da subito il quadro regolamentare senza rinviare a ulteriori provvedimenti. Sono i rilievi, rispettivamente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas e dell’Antitrust, che hanno inviato segnalazioni al Governo e al Parlamento.

Secondo l’AEEG, "lo schema di decreto legislativo sul gas contiene elementi positivi per favorire la concorrenza; tuttavia, per non vanificarli, occorre superare alcune criticità aumentando la disponibilità di gas a favore del mercato, negli stoccaggi, nelle gas release e garantendo maggiori benefici per famiglie e PMI". Nella sua segnalazione, l’Autorità "auspica un intervento del Parlamento affinché anche i consumatori domestici e le piccole imprese possano maggiormente beneficiare delle misure per rendere il mercato del gas più concorrenziale e ridurre i prezzi. Si sottolinea poi la necessità di aumentare la quantità di gas che dovrà essere resa disponibile in caso di superamento dei tetti (attualmente è solo 4 miliardi di metri cubi)".

"Sarebbe poi opportuno – aggiunge l’AEEG – escludere del tutto la possibilità che Eni possa diventare, anche indirettamente, titolare dei diritti di utilizzazione dei nuovi stoccaggi".

"Il provvedimento è un passo avanti verso un mercato del gas più concorrenziale, ampliando l’offerta dei servizi di stoccaggio, la liquidità all’ingrosso e la pluralità dell’offerta. Non mancano tuttavia alcuni elementi di criticità che si auspica possano essere considerati dalle competenti Commissioni parlamentari – ha sottolineato il presidente dell’Autorità, Alessandro Ortis, evidenziando che "alcune importanti misure, da noi proposte con la Relazione dello scorso gennaio a Parlamento e Governo, riguardanti la produzione nazionale, i gasdotti per l’importazione, la separazione delle reti di trasporto e dello stoccaggio, non hanno ancora trovato riscontro" .

Per l’Antitrust, "lo schema di decreto legislativo sul gas naturale va nella giusta direzione perché consentirà di aumentare in maniera sostanziale la capacità di stoccaggio del Paese. E’ tuttavia necessario che il quadro regolamentare sia sin da subito completo, eliminando i rinvii a ulteriori provvedimenti contenuti invece nel decreto".

L’Antitrust ricorda come, grazie al decreto, l’Eni, qualora superi una certa soglia di quota di mercato (40%), sarà obbligata a potenziare la capacità di stoccaggio del gas naturale aumentandola di 4 miliardi di metri cubi o, in alternativa, dovrà procedere alla cessione di gas annuale a condizioni regolamentate; in ogni caso il gas release andrà realizzato qualora l’Eni superi il 60% del mercato. Per l’Antitrust "il meccanismo delineato è in grado di migliorare le condizioni di flessibilità e di liquidità del mercato del gas nazionale con benefici concorrenziali a vantaggio di tutti i clienti finali".

Secondo l’Autorità Antitrust, "è inoltre necessario escludere esplicitamente che Eni, obbligata alla misura pro-concorrenziale di sviluppo di nuova capacità di stoccaggio, possa contemporaneamente gestire la medesima capacità aggiuntiva per conto dei soggetti grandi utilizzatori di gas: la società, in qualità di soggetto mandatario, avrebbe infatti la possibilità di rientrare nella disponibilità della gestione della nuova capacità di stoccaggio, vanificando gli effetti pro-concorrenziali della misura. Ai fini della competizione è invece essenziale che i mandati vengano gestiti da imprese attive nel settore del gas (i c.d. shipper) concorrenti di Eni".

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