ENERGIA. Agevolazioni risparmio energetico, le novità del decreto anti crisi

Tra le novità introdotte dal decreto anti crisi ce ne è una che riguarda le agevolazioni sul risparmio energetico. Introdotta con la Finanziaria 2007, l’agevolazione sarà concessa – per le spese sostenute nel 2008, nel 2009 e nel 2010 – solo se alla presenza dei requisiti previsti dalla legge (su tipologia di intervento e limiti di spesa) si accompagni la concreta disponibilità delle risorse pubbliche stanziate per tale agevolazione. Tale disponibilità sarà determinata dall’ordine cronologico di presentazione di una nuova, apposita istanza che i soggetti interessati all’agevolazione dovranno presentare:

  • dal 15 gennaio al 27 febbraio 2009, per le spese sostenute nel 2008;
  • dall’1 giugno al 31 dicembre 2009, per le spese sostenute nel 2009;
  • dall’1 giugno al 31 dicembre 2010, per le spese sostenute nel 2010.

Confedilizia esprime perplessità circa la nuova disposizione e mette a disposizione sul proprio sito internet una nota illustrativa di tutte le norme del provvedimento di interesse per il settore immobiliare (che riguardano inoltre, fra l’altro, mutui per l’acquisto della prima casa e la detassazione dei progetti di arredo urbano).

Anche Amici della Terra ha qualche dubbio: "con il varo del decreto anticrisi – sostiene l’associazione – il governo rende di fatto impraticabile l’erogazione degli incentivi vigenti per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili e riduce il reddito disponibile degli italiani necessario a rilanciare i consumi e gli investimenti per superare la crisi. Inoltre, viene meno uno strumento indispensabile per promuovere le tecnologie di riduzione di emissione di gas serra attraverso l’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili".

Nelle ultime settimane gli Amici della Terra hanno evidenziato i primati dell’Italia nell’ambito dell’efficienza energetica e suggerito che il nostro Paese dovesse puntare a integrare il pacchetto energia della EU con misure utili a conseguire effettivamente l’obiettivo del 20% di efficienza al 2020. In particolare, hanno dimostrato che, con una simile integrazione, la riduzione delle importazioni di energia rispetto ai livelli del 2005 sarebbe tale da portare ad un saldo costi benefici positivo per l’Europa e più equo per l’Italia. Per il nostro paese, questa sarebbe la sfida da lanciare non solo nel contesto europeo ma anche in quello globale, ma le misure contenute nel decreto anticrisi vanno nella direzione diametralmente opposta e rendono manifesta l’inadeguatezza della politica ambientale ed energetica del governo e l’approssimazione delle misure anticrisi.

 

 

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