ENERGIA. Al Consiglio Europeo Berlusconi punta sul nucleare. La critica di Legambiente

"Insistere sul nucleare è diabolico oltre che miope, puntare su efficenza e rinnovabili". E’ il commento di Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, sull’intervento del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi al Consiglio europeo di primavera, che si è ieri aperto a Bruxelles, dove si discute delle strategie comunitarie in campo energetico dopo la pubblicazione del Libro Verde (8 marzo 2006).

"Al vertice europeo Berlusconi è tornato a insistere sul nucleare. – continua Ferrante – Perseverare sulla strada di una politica comunitaria e condivisa sul sistema energetico è fondamentale. Ma ci vuole l’onestà intellettuale per individuare le strategie davvero vincenti. Mentre ad oggi sembrano più lungimiranti i cittadini europei che i governanti". L’ultimo sondaggio di Eurobarometro (gennaio 2006), infatti, lascia poche chance al nucleare. Il 79% dei cittadini europei ritiene che le energie rinnovabili siano la sola strada veramente praticabile ai prezzi sempre crescenti di petrolio e gas solo un 12% vede possibile un reimpiego del nucleare.

Per l’associazione ambientalista l’Italia dovrebbe, e potrebbe, farsi paladina di una politica energetica basata sul risparmio e le rinnovabili in Europa. "L’unica via per puntare ad un’economia competitiva e non energivora. – conclude il direttore di Legambiente – Un’ultima considerazione, è che in molti ignorano che l’uranio non è affatto una fonte inesauribile, come ha già avvisato l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, al contrario potrebbe addirittura scarseggiare in pochi decenni. Un’industria nucleare che si basa su processi di estrazione di carburante da materiale grezzo di bassa purezza che richiedono enormi quantità di energia, è ben lontana da essere ad emissioni zero".

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