ENERGIA. Altroconsumo: in Italia tariffe elettriche sempre più care

Le tariffe elettriche in Italia sono sempre più care: rispetto al 2005, sia chi consuma poca energia sia che ne consuma molta spende comunque di più, e si sono accorciate le differenze rispetto alla media europea. In particolare, quelli che spendevano meno della media europea si sono avvicinati alla situazione degli altri paesi, quelli che spendevano di più hanno visto i loro costi lievitare ancora. È quanto conclude una inchiesta di Altroconsumo sulle tariffe elettriche, che confronta i recenti dati con quelli di un’analoga ricerca del 2005.

L’associazione sintetizza in questo modo l’andamento dei prezzi secondo il consumo di energia:

  • Chi consuma in energia elettrica intorno ai 1.200 KWh annui quattro anni fa spendeva per l’elettricità quasi il 40% in meno della media europea. Oggi il vantaggio non arriva al 16%.
  • Chi consuma in energia elettrica intorno ai 2.500 KWh annui (il consumo medio in Italia è intorno ai 2.700 KWh) quattro anni fa spendeva per l’elettricità il 21% in meno della media europea. Oggi il risparmio è sotto il 6%.
  • Chi consuma intorno ai 3.500 KWh annui già quattro anni fa spendeva per l’elettricità il 3,6% in più della media europea. Oggi spende ben il 12% in più: l’Italia per questa fascia è tra i Paesi più cari.

In questo contesto, la liberalizzazione delle tariffe elettriche "sfruttata ancora troppo poco – afferma Altroconsumo – offre buone occasioni di risparmio" mentre la bioraria non conviene perché troppo vincolante con gli orari: "La tariffa bioraria, che prevede prezzi diversi a seconda della fascia oraria di consumo, attualmente in Italia non funziona – afferma Altroconsumo – Per risparmiare pochi euro all’anno bisognerebbe vivere con l’orologio in mano, dividendo in modo scientifico i consumi, senza sgarrare mai".

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