ENERGIA. Antitrust su concorrenzialità gas: bene normativa ma ci sono criticità

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha espresso i suoi rilievi alla Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato in un’audizione, che si è svolta ieri, sul tema "esame per parere parlamentare sullo schema di decreto legislativo recante misure per la maggior concorrenzialità nel mercato del gas naturale ed il trasferimento dei benefici risultati ai clienti finali".

Nell’audizione, il presidente Antitrust Antonio Catricalà ha ripercorso le disposizioni previste dalla normativa: "L’Autorità, a conclusione dell’indagine conoscitiva svolta congiuntamente con l’AEEG nel maggio 2009, aveva indicato nella scarsità della capacità di stoccaggio il principale ostacolo allo sviluppo di mercati della vendita di gas liquidi e concorrenziali (soprattutto relativamente alle utenze industriali e termoelettriche). Nelle proposte formulate nell’indagine conoscitive, l’Autorità ha auspicato lo sviluppo di nuova capacità di stoccaggio e lo snellimento dei procedimenti di aggiudicazione dei siti in via di esaurimento da riconventire a stoccaggio da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso la riduzione dei passaggi burocratici e l’eliminazione delle eventuali asimmetrie informative a svantaggio degli operatori nuovi entranti. Lo schema di Decreto Legislativo in esame interviene in materia attraverso la previsione di incentivi agli investimenti in nuova capacità da parte del soggetto incumbent Eni".

Dall’Antitrust arriva una valutazione complessivamente positiva ma con alcune criticità. "L’Autorità, tenuto conto della complessiva situazione del mercato e della situazione di crisi in atto, – ha detto Catricalà – ha valutato positivamente il cambiamento della logica di funzionamento dei tetti: da rigide soglie, formalmente insuperabili a limiti che, se superati, danno luogo alla nascita di obblighi pro-concorrenziali. Vi sono tuttavia alcune criticità".

Continua Catricalà: "La normativa in esame di fatto induce Eni – già leader negli stoccaggi tramite la controlla Stogit – a realizzare i nuovi investimenti in capacità di stoccaggio. Una simile impostazione può non essere pregiudizievole ad alcune condizioni. Una prima è data dalla disciplina degli investimenti delle imprese terze concorrenti di ENI", perché "anche le imprese che stanno realizzando questi progetti potranno avvalersi – sino ad una capacità di stoccaggio addizionale di 2 miliardi di metri cubi – sia delle misure che prevedono la possibile compartecipazione ai progetti di creazione di nuovi stoccaggi dei c.d. soggetti investitori, sia delle misure anticipatorie sopradescritte. In tal modo, la disciplina proposta dovrebbe poter evitare l’effetto di spiazzamento degli investimenti avviati da tali soggetti che, in assenza della stessa, sarebbe determinato dall’attività di potenziamento eventualmente svolta da Eni". Sarà dunque importante che non ci siano ostacoli ingiustificati agli iter organizzativi, mentre un’altra condizione è che "la nuova capacità realizzata da Eni sia gestita in modo indipendente dagli interessi di tale operatore: deve essere stabilita un’attenta regolazione dell’uso della nuova capacità; solo così si potrà garantire che i nuovi stoccaggi saranno messi a beneficio di ogni utilizzatore, escludendo la possibilità di comportamenti strategici di ostacolo ai concorrenti".

L’Antitrust sottolinea inoltre che i beneficiari principali dei vantaggi concorrenziali saranno i consumatori industriali di gas. E allora, aggiunge, "l’Autorità, nella recente segnalazione, ha chiesto che lo schema di decreto sia modificato al fine di evitare forme di finanziamento delle misure anticipatorie penalizzanti per le altre categorie di consumatori, in particolare quelli domestici. Sarebbe, in ogni caso, opportuno specificare in maniera più chiara le modalità di restituzione ai consumatori domestici del sussidio elargito alle utenze industriali".

Catricalà si sofferma anche sulle competenze previste per l’Antitrust dalla nuova disciplina: "Si segnala, inoltre, che l’attribuzione della potestà sanzionatoria in capo all’Autorità antitrust per il caso di parziale, incompleto od omesso adempimento degli obblighi previsti dal programma di potenziamento andrebbe accompagnata dalla previsione della facoltà di avvalersi, per l’esercizio di queste competenze, della collaborazione degli Uffici tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Autorità di regolazione".

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