ENERGIA. Apiro (Mc), al via prima centrale a biomasse delle Marche

Una potenza di 1200 KW di energia termica, con significativi vantaggi in termini di emissioni di Co2 e di produzione di PM10. E’ quanto si prefigge l’amministrazione delle Marche con la realizzazione della prima centrale a biomasse della Regione. L’impianto, inaugurato ieri da rappresentanti politici ed esperti del settore, sorge ad Apiro (Mc), grazie a finanziamenti dell’Unione Europea. Il progetto si inserisce in un più vasto piano per lo sviluppo delle fonti alternative, mediante lo sfruttamento delle risorse del territorio e dell’agricoltura.

La centrale di Apiro costituisce "un bell’esempio– ha affermato il Presidente della Regione Gian Mario Spacca – di come si possano utilizzare i finanziamenti europei, di come si possa dare un contributo autonomo a problemi come l’effetto serra, il deficit energetico (il 50% nelle Marche, un punto nero, ha sottolineato), di come comunità e istituzioni possano collaborare insieme, mettendo in campo una grande capacità di organizzazione per essere protagonisti, dando risposte concrete al disegno regionale che ricerca l’equilibrio tra valorizzazione del territorio, esigenze dello sviluppo e coesione sociale". Grazie all’impianto appena realizzato sarà fornita energia termica per il riscaldamento e la produzione di acqua calda per gli edifici del Comune, ma presto verranno alimentate anche aziende e abitazioni private.

Ma quali sono le conseguenze per l’ambiente? La costruzione della centrale non ha derminato alcun impatto, le emissioni di CO2 saranno pressochè nulle, dato che si utilizza cippato proveniente da pioppi e anidride carbonica assorbita per fotosintesi dalle piante, ed anche la produzione di PM10 sarà ridotta al minimo. Andrea Bordoni, rappresentante dell’assessorato all’Agricoltura della Regione ha evidenziato il senso del progetto, coerente con la politica energetica dell’amministrazione: via libera alle fonti rinnovabili, per mezzo delle risorse del territorio (foreste-agricoltura-legno-energia; coltivazioni agricole di olio di girasole, colza etc. e produzione di biogas proveniente dai residui dei liquami misti e da altre produzioni agricole).

 

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