ENERGIA. Associazioni contro dl anticrisi. Isolani (Adiconsum): “Si bloccheranno investimenti”

Rivedere la normativa del decreto anticrisi che incide sulle detrazioni fiscali al 55% per l’efficienza energetica. Perchè altrimenti si avrà il rallentamento degli investimenti, il sostanziale blocco degli interventi attuati dalle famiglie e il rischio di una crisi occupazionale in un settore trainante per lo sviluppo. È la richiesta che arriva da associazioni di consumatori, imprese, operatori del settore e ambientalisti che chiedono a Governo e Parlamento "una profonda revisione" dell’articolo 29 del dl 185/2008. "La modifica del meccanismo di concessione degli incentivi per la riqualificazione energetica delle famiglie, previsto dal decreto legge anticrisi, determinerà – spiegano in una nota congiunta CNA, Adiconsum e ISES Italia – un forte rallentamento degli investimenti in un settore che negli ultimi anni, a seguito dell’introduzione delle detrazioni fiscali del 55%, ha registrato una decisa crescita".

A fare il punto oggi un incontro organizzato presso l’Adiconsum a Roma. Se la legge non verrà modificata, le previsioni non sono ottimiste: si stima – è stato ricordato nell’incontro citando fonti Legambiente – che l’anno prossimo si perderà più del 70% di investimenti e che il risparmio energetico avrà una diminuzione dai potenziali 553 mila mWh a 127 mila MWh.

"Questo decreto anticrisi – spiega Pieraldo Isolani, responsabile del settore energia di Adiconsum – abolisce una norma, quella delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di miglioramento energetico nelle case, che ha dato in due anni questi risultati: 3,3 miliardi di investimenti da parte delle famiglie per migliorare l’efficienza energetica, un risparmio di 500 mila Mwh di energia non consumata, e un risparmio di CO2 non emessa in atmosfera di 200 mila tonnellate Questo decreto abolisce completamente tutto questo, perchè le limitazioni che pone in termini di tetti, le procedure dubbie, bloccheranno gli investimenti delle famiglie. Le limitazioni riguardano il tetto massimo di spesa a carico dello Stato e dicono in pratica che i primi che arrivano se lo prendono. Ma io quando faccio la domanda non so se sono il primo o l’ultimo e devo già spendere dei soldi per preparare la documentazione, quindi non lo faccio. Si bloccheranno automaticamente tutti gli investimenti".

Ipotizzando un trend analogo a quello seguito finora, rilevano le associazioni, lo Stato incasserebbe circa 2,1 miliardi di euro tra imposizione fiscale diretta e indiretta a fronte di un esborso di 1,9 miliardi di euro.

"La motivazione – prosegue Isolani spiegando il decreto – è che "non siamo un bancomat". Ma questo lavoro fa dare il 10% di Iva allo Stato, subito. È un settore in sviluppo. Noi raggiungiamo miglioramenti di efficienza energetica e dunque pagheremo meno emission trading. Si tratta di un settore in cui tutta la tecnologia e tutte le fabbriche sono italiane. Francia e Germania, nei loro rispettivi "decreti anticrisi", hanno inserito crediti di imposta e detrazioni fiscali per l’efficienza energetica nelle case. Noi invece lo togliamo".

Quali dunque le richieste avanzate? "La prima richiesta è sopprimere il decreto. Dopodichè sulla normativa preesistente ci possono essere degli aggiustamenti. Se dal 55% si va al 50% non succede niente perchè la famiglia l’investimento lo fa lo stesso. Se c’è bisogno di fare più controlli – conclude Isolani – siamo i primi a chiederli".

Per le associazioni, dunque, il passo indietro annunciato sulla retroattività "non basta a ripristinare gli effetti positivi del meccanismo di incentivazione" perchè i tetti di spesa inadeguati e le procedure complesse renderanno difficili gli investimenti e rischiano di mandare in crisi un settore che già conta oltre 50 mila imprese e 200 mila addetti. "La famiglia – ha detto il segretario generale di Adiconsum Paolo Landi – investe se c’è certezza del ritorno". E davanti ai mancati interventi sulla normativa, il settore "rischia di andarsi ad aggiungere a quelli delle casse integrazioni".

di Sabrina Bergamini

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