ENERGIA. Authority: Italia più colpita dagli aumenti. I commenti di consumatori e artigiani (2)

Il prezzo del petrolio non accenna a raffreddarsi. "A fronte di una simile situazione internazionale, l’Europa non può rassegnarsi a subire qualunque aumento dei prezzi del petrolio come evento ineluttabile, perché gli effetti sono, già ora, al limite della sopportabilità per le famiglie e le imprese". Specie in Italia, il paese europeo "più colpito dai rialzi" per la sua forte dipendenza dall’oro nero. Lo ha affermato oggi il Presidente dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas Alessandro Ortis nel corso della "Relazione annuale sullo stato dei servizi e dell’attività svolta" presentata a Roma.

"In Europa, l’aumento di un dollaro sul prezzo del barile genera oltre 5 miliardi di dollari di maggiori costi annuali, che si riflettono, per circa un terzo, nei settori dell’elettricità e del gas; l’Italia, per la sua forte dipendenza dall’import di idrocarburi, è in proporzione la più colpita dai rialzi". Di fronte a questo scenario "l’Europa non può rassegnarsi a subire qualunque aumento dei prezzi del petrolio come evento ineluttabile" e dovrebbe ragionare sulla possibilità di giocare "un nuovo ruolo sul mercato mondiale del petrolio e del gas, e nel rapporto fra paesi produttori e paesi consumatori". Sul caro-barile il presidente dell’Autorità lancia anche un’altra proposta in grado di sbloccare la situazione che vede le imprese occidentali traccheggiare nei necessari investimenti per garantire l’approvvigionamento futuro e contrastare il monopolio del fronte dei paesi produttori: "proporre alle compagnie petrolifere contratti a lungo termine, a prezzo fisso, ben sotto i 70 dollari al barile attuali, ma certamente ancora remunerativo".

Nel mercato elettrico sono emersi risultati in termini di efficienza e affermazione dei diritti dei clienti e consumatori: "Questi risultati, tuttavia, sono stati largamente oscurati dal contestuale forte incremento dei costi dei combustibili; inoltre solo in parte hanno prodotto effetti sui prezzi, a causa dell’ancora insufficiente concorrenza. Infatti – ha detto Ortis – il mercato all’ingrosso dell’energia elettrica presenta ancora un elevato potere di mercato in capo ad operatori dominanti, primo fra questi l’Enel, che sono in grado di controllare i prezzi, in determinati periodi, zone del Paese e fasi di mercato". Nel settore del gas "è in progressivo peggioramento il quadro competitivo, a causa di sviluppi infrastrutturali non adeguati all’andamento della domanda e a causa della dominanza dell’Eni sul mercato". La produzione nazionale è diminuita, la dipendenza dell’Italia dalle importazioni aumenta sensibilmente e ha superato l’85% dei consumi nel 2005. L’approvvigionamento si basa soprattutto sulle fonti dell’Algeria, della Russia e della Libia e avviene attraverso infrastrutture "il cui utilizzo è controllato dall’Eni o da società estere ad essa facenti capo".

Come per le passate emergenze gas, anche "per quelle che ci si prepara a prevenire e gestire" occorre recuperare velocemente i ritardi accumulati nello sviluppo di infrastrutture. "L’attenzione dovrà concentrarsi non solo sulle condizioni climatiche e sull’affidabilità delle importazioni", ma anche "sulla capacità di recuperare sollecitamente i ritardi accumulati in termini di sviluppo stoccaggi, potenziamento dei gasdotti già operativi, costruzione di nuovi gasdotti e attivazione di nuovi rigassificatori". Secondo Ortis Snam rete Gas e Stogit, una volta separate da Eni, potrebbero "sviluppare infrastrutture atte a sostenere anche la gara del nostro Paese per l’hub principale del Sud Europa", gara "nella quale dovremmo urgentemente sopravanzare progetti concorrenti e già lanciati a vantaggio dei Balcani e della Penisola Iberica".

E non sono mancati i commenti. "La relazione del Presidente dell’Autorità per l’Energia conferma quanto abbiamo più volte denunciato: in Italia il prezzo dell’energia è il più alto d’Europa e rappresenta una tassa sulla competitività delle nostre imprese". Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ha sottolinea "la necessità di intervenire rapidamente con riforme strutturali e su più fronti per abbassare il costo di elettricità e gas. E’ necessario aprire il mercato dell’energia alla vera concorrenza, accelerare l’ammodernamento e l’innovazione tecnologica delle centrali e delle reti, ‘premiare’ le imprese che adottano soluzioni di risparmio ed efficienza energetica negli usi finali". "Le piccole imprese – spiega Guerrini – subiscono gli effetti più pesanti del mancato completamento della liberalizzazione del mercato: ogni piccola azienda italiana paga l’energia elettrica circa 9.000 euro in più l’anno rispetto alla media europea".

Adiconsum "condivide le preoccupazioni espresse dall’Autorità per l’Energia ed il Gas sul caro energia e sull’urgenza di proseguire nel processo di liberalizzazione, in particolare sul gas metano. Nella attuale situazione resta importante, per la tutela degli utenti vincolati e delle piccole imprese, sia ruolo dell’Autorità che quello dell’Acquirente unico: la borsa infatti non garantisce a sufficienza gli utenti più deboli. Rilevanti restano le possibilità di risparmio di energia: le informazioni e le consulenza non devono però essere affidate alle imprese bensì alle associazioni consumatori. È necessario ridurre le tasse sul gas metano (attualmente gravano sull’utente finale per più del 45%), unificando l’IVA al 10% sia per il gas da cucina che per quello da riscaldamento. Occorre inoltre incentivare le famiglie ad utilizzare le nuove tariffe biorarie; le attuali proposte di Enel, non sono sufficienti a spostare fasce di consumi nelle ore serali: occorre una maggiore incentivazione. I consumatori sono d’accordo sull’esigenza di una tariffa sociale che tuttavia non può avere come unico criterio il livello di reddito poiché finirebbe per favorire il lavoro autonomo e penalizzare i pensionati".

A fine 2006 le famiglie italiane spenderanno 128 euro in più ciascuna per le bollette di luce e gas: questo quanto afferma il Codacons, che invita l’Autorità per l’energia "ad adoperarsi per eliminare i monopoli e le posizioni dominanti e per aumentare la concorrenza", invece di "lamentarsi" per i rincari e la mancanza di concorrenza. "Ai 66 euro su base annua per gli aumenti delle tariffe energetiche di luglio – ricorda l’associazione dei consumatori – occorre aggiungere gli incrementi scattati dal gennaio 2006 sino ad ora, di 34 euro per la luce e di 28 per il gas per uso domestico. Il totale degli aumenti per ambedue le bollette quindi si attesterà a 128 euro all’anno (+14% per la luce, +7% per il gas)".

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