ENERGIA. Authority: le regole per beneficiare del mercato libero

Un mese di preavviso al vecchio venditore per aderire ad un eventuale nuovo contratto. E’ una delle nuove regole previste dall’Autorità per l’energia sul "recesso" nei contratti di fornitura, dell’energia elettrica e del gas naturale, per rafforzare il ruolo dei consumatori in vista della liberalizzazione dal prossimo 1 luglio. L’Autorità ha anche fissato tempi e modalità di recesso di cui si possono eventualmente avvalere le imprese fornitrici per interrompere i contratti.

Vediamo nel dettaglio i punti su cui è intervenuta l’Authority:

Recesso e ripensamento da parte dei clienti
Per i clienti, sono previsti tempi di preavviso differenti a seconda che si eserciti il recesso per uscire dal mercato "vincolato" o per risolvere un contratto già concluso nel libero mercato.
Nel primo caso tutti i clienti che escono dal mercato "vincolato" per la prima volta possono recedere con un preavviso di un mese.
Nel secondo caso i termini di preavviso sono così articolati:

  • non superiore a un mese per i clienti domestici; quindi, il cliente finale domestico ha diritto di recedere dal contratto, anche se di fornitura congiunta (dual fuel, gas ed energia elettrica), in qualsiasi momento con un preavviso non superiore a un mese.
  • non superiore a tre mesi per le piccole imprese, cioè i clienti non domestici passati al mercato libero e titolari di contratti per la fornitura di elettricità in bassa tensione o di gas (fino a 200.000 mc/anno) o di entrambi in forma congiunta.
  • non superiore a tre mesi o sei mesi (rispettivamente per contratti annuali o pluriennali) per le altre imprese (clienti non domestici diversi da quelli al punto precedente), ferma restando la possibilità dei contraenti di negoziare anche termini diversi.

Qualora il consumatore eserciti il diritto di cambiare fornitore, sarà il nuovo venditore a dover direttamente inoltrare il recesso al vecchio venditore, semplificando quindi al consumatore la procedura ed evitando eventuali equivoci o contrattempi per la continuità tecnica e commerciale del servizio.
L’invio della comunicazione di recesso da parte del cliente finale è invece prevista nei casi di definitiva cessazione della fornitura.
Viene confermato, in dieci giorni, il tempo per l’esercizio del "diritto di ripensamento" per eventuali nuovi contratti sottoscritti.
Qualora il cliente finale, anziché un contratto di fornitura, sottoscriva una proposta di contratto, il venditore deve confermare l’accettazione della stessa proposta entro un termine massimo di 45 giorni; in caso contrario la proposta si intende revocata, lasciando libero il cliente di ricercare una nuova offerta.

Recesso da parte dei venditori
Per i venditori, è previsto un tempo di preavviso non inferiore a sei mesi, superabile solo con l’accordo di entrambe le parti e fatte salve le norme correnti nei casi di morosità. L’esercente può avvalersi del diritto di recesso solo nei confronti dei clienti che hanno scelto il mercato libero e manifestandolo in forma scritta.
Dalle nuove regole restano esclusi i contratti per utenze stagionali o ricorrenti, inferiori a dodici mesi.

Tempi di applicazione
Per l’energia elettrica, le nuove regole si applicano dal 1° luglio prossimo a tutti i contratti di fornitura stipulati da clienti domestici e da piccole imprese (con meno di cinquanta dipendenti e un fatturato annuo non superiore a dieci milioni di euro) connessi in bassa tensione. Per tutti gli altri clienti l’applicazione è dal 1° ottobre prossimo.
Per il gas, le nuove regole si applicano dal 1° ottobre a tutti i nuovi contratti che saranno stipulati da qualsiasi tipologia di cliente; per i contratti in essere, in occasione del primo rinnovo o entro un anno dalla data di pubblicazione del provvedimento.
Ai contratti di fornitura congiunta (dual fuel) si applica la tempistica più favorevole al cliente finale.

ENERGIA. Verso il mercato libero

 

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