ENERGIA. Autorità, Scajola condivide ma frena, i Consumatori apprezzano

Il Ministro dello Sviluppo Economico condivide l’esigenza di modificare il mix energetico del Paese ma frena sulle valutazioni che riguardano la politica energetica nazionale e internazionale. Dalle associazioni dei consumatori, invece, c’è un generale apprezzamento. Queste le reazioni alla Relazione annuale presentata oggi dal presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Alessandro Ortis.

IL MINISTRO FRENA

"L’analisi del Presidente dell’Autorità per l’Energia sul delicato momento che sta vivendo il settore energetico in Italia e nel mondo è complessivamente condivisibile – ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola – Corretta è anche l’esigenza indicata di modificare il mix energetico del Paese, obbiettivo al quale il Governo Berlusconi sta lavorando fin dal primo giorno, per ridurre il differenziale di prezzo dell’energia elettrica e del gas, che ci penalizza nel confronto con gli altri Paesi europei". Ma, aggiunge Scajola, "meno condivisibili appaiono le valutazioni su misure e assetti di politica energetica nazionale e internazionale, che competono all’esclusiva responsabilità politica del Parlamento e del Governo. Il rafforzamento del mercato energetico nazionale, per contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi delle materie prime sui consumatori, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e parità di condizioni agli operatori, richiede unità d’intenti da parte di tutte le Istituzioni interessate, nel pieno rispetto del ruolo di ciascuna".

LE ASSOCIAZIONI APPREZZANO

L’Adiconsum giudica la relazione di Ortis "puntuale e precisa", sottolinea le proposte in merito al potenziamento delle infrastrutture della rete elettrica, il potenziamento degli stoccaggi del gas e la separazione proprietaria della rete e considera "di particolare rilevanza" anche "le proposte dell’Autorità relative al trasferimento degli oneri di sistema che gravano sulle bollette elettriche sulla fiscalità generale e la riduzione delle imposte dell’Iva dal 20 al 10% sul gas, nonché la riduzione delle accise".

Per Assoutenti l’Autorità ha ben interpretato quello che viene definito il "tormento" dei consumatori italiani rispetto alla dinamica dei prezzi energetici. "Sotto il profilo di prezzi e tariffe, il fatto che l’Autorità si sia affrettata ad emanare un primo urgente presidio regolatorio contro il rischio di traslazione dei prezzi ai consumatori della maggiorazione d’imposta prevista per gli operatori (Robin Tax) ci induce a ritenere che tale rischio sia molto serio e attuale – ha detto il presidente Assoutenti Mario Finzi – Il fatto che Ortis e Draghi abbiano drammatizzato a distanza di due giorni questo tema ci induce a richiedere con forza al Governo un urgente ripensamento".

Una relazione "convincente", ha commentato l’Unione Nazionale Consumatori: "Senza un programma energetico che metta al centro la diversificazione delle fonti di approvvigionamento l’Italia resterà esposta alle speculazioni internazionali riguardanti gli idrocarburi con pesanti conseguenze per la propria economia e le tasche dei consumatori". L’UNC sottolinea le preoccupazioni legate alla dipendenza italiana dall’importazione di idrocarburi: "Per il significato strategico che assume il settore energetico – commenta – l’eccessiva dipendenza dell’Italia da alcuni Paesi per l’approvvigionamento di petrolio e gas si traduce di fatto in una limitazione della sovranità nazionale".

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