ENERGIA. Autorithy: elettricità e gas a due velocità, rinnovabili troppo pesanti in bolletta

In Italia il mercato energetico continua ad avere due diverse velocità: velocità avanzata per quello elettrico, mentre nel mercato del gas persiste l’inefficienza. E sulla bolletta degli italiani pesano sempre di più le rinnovabili. Sono questi, in sintesi i temi evidenziati nella Relazione sullo stato del mercato nazionale dell’elettricità e del gas, che l’Autorità per l’energia ha trasmesso alle Commissioni Parlamentari competenti come richiesto dalla legge 99 del 2009.

Iniziamo dai dati positivi del settore elettrico che sta beneficiando dei primi effetti dell’apertura alla concorrenza: un numero crescente di famiglie (13%) ed aziende medio-piccole (35%) ha scelto il mercato libero e gli interventi di regolazione hanno drasticamente ridotto i disservizi. Oggi, in Italia, la durata media delle interruzioni, per anno e per cliente, è scesa da 130 a 46 minuti (uno dei migliori risultati in Europa) e la loro frequenza è diminuita del 50%; ciò ha consentito di evitare un costo da oltre 2,7 miliardi di euro per i consumatori. Le proposte dell’Authority per il futuro sono: rafforzare l’integrazione con gli altri mercati europei, promuovere gli investimenti nelle reti ed in nuove centrali (ad esempio con il capacity payment o con strumenti per lo sviluppo di mercati a lungo termine); garantire concorrenza, adeguatezza e sicurezza al sistema; agevolare lo scambio dei dati fra operatori e contrastare il fenomeno della morosità.

Ancora vulnerabile è, invece, lo stato del mercato del gas: i prezzi sono più elevati del resto d’Europa, a causa della scarsità di infrastrutture e di concorrenza. L’operatore dominante Eni controlla ancora l’84,5% della produzione nazionale e direttamente o indirettamente, oltre il 60% delle importazioni; a quasi 10 anni dall’apertura del mercato, solo l’8% delle famiglie ed il 2% delle aziende medio-piccole ha cambiato fornitore e la borsa gas sconta gravi carenze di liquidità. E’ necessario potenziare le infrastrutture (gasdotti, rigassificatori, stoccaggi) ed aprire il mercato alla concorrenza, anche attraverso la separazione proprietaria della rete di Snam Rete Gas: soluzione già decisa con leggi nazionali (legge 290 del 2003 e successive), già positivamente adottata in altri Paesi europei e, per il settore elettrico, anche in Italia, soluzione ritenuta anche dalla Commissione Europea come la soluzione migliore per promuovere gli investimenti ed una reale competizione a beneficio di tutti.

Infine, i sistemi di incentivazione ed i relativi oneri di sistema in bolletta dovrebbero essere definiti e dimensionati con criteri di massima efficienza e secondo livelli di sicura sostenibilità. Per le bollette degli italiani si profila invece il rischio di una stangata rinnovabili per effetto di un sistema di incentivi, fra i più profittevoli al mondo con un impatto crescente in bolletta: dai 2,5 miliardi di euro del 2009 si è passati ai 3,4 del 2010 e nel 2011 potrebbe arrivare, in assenza di interventi, fino a 5,7 miliardi di euro. Ad appesantire le future bollette, vi è poi il possibile raddoppio dei costi a 1,6 milioni di euro legati all’eccesso di offerta di certificati verdi ed alla crescita esponenziale degli incentivi al fotovoltaico, (aumentati da 300 milioni di euro del 2009 a 826 milioni nel 2010) e l’eventualità di triplicare nel 2011. Infine, c’è la tariffa fissa onnicomprensiva che ha comportato un costo in bolletta di circa 112 milioni di euro nel 2009, 212 milioni nel 2010 con previsione di rapida crescita per l’entrata in esercizio di nuovi impianti. "Tutto ciò – scrive l’Autorità – impatta sulle già evidenti criticità a livello di reti; criticità relative alla saturazione virtuale (per effetto della prenotazione di capacità di trasporto a fini speculativi, senza che poi vengano realizzati gli impianti) e di saturazione reale che, in alcune zone del paese, già oggi non consente di trasportare tutta la produzione elettrica da rinnovabili immessa in rete".

 

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