ENERGIA. Azzeramento vertici Authority: le diverse opinioni

Gli attuali vertici dell’Authority per l’energia, il presidente Alessandro Ortis e Tullio Maria Fanelli, decadranno dopo 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge della manovra Finanziaria, salvo possibilità di una nuova nomina. E’ quanto prevedono gli emendamenti agli articoli 7 e 75 del Dl. 112/08 sulla manovra economica approvati dalle commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera. Nei fatti viene azzerato l’attuale vertice dell’ Autorità per l’energia elettrica e il gas mentre ne vengono ampliate alcune competenze di carattere consultivo e di segnalazione su alcune settori.

"Di tutto ha bisogno in questo delicato periodo il nostro sistema energetico ed elettrico in particolare , tranne che di un aumentato grado di incertezza e del congelamento delle attività dell’ Autorità per l’energia elettrica ed il gas". E’ questo il commento del Presidente APER (Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili) Roberto Longo. "Senza accompagnare tale provvedimento con adeguate norme transitorie atte a garantire la continuità dell’azione regolatoria svolta dall’ AEEG – prosegue il Presidente – c’è il rischio di una pericolosa temporanea paralisi delle attività dell’ organo di regolazione del settore energetico che il Paese non può permettersi in un momento così delicato.

In particolare nel settore delle energie rinnovabili, già da troppi mesi (almeno sei) sono attesi con grande urgenza i provvedimenti attuativi della Legge Finanziaria 2008 e relativi collegati (Legge 244/07 e Legge 222/07) per la riforma dei meccanismi di incentivazione delle rinnovabili, che i Ministeri competenti di concerto anche con l’Autorità per l’energia devono assolutamente emanare al più presto".

Il ritardo determinato dagli eventi politici di questi ultimi mesi e le conseguenti incertezze sui futuri quadri normativi – conclude Longo – vengono lette molto negativamente da investitori italiani ed esteri e rischiano di rallentare cospicui investimenti nel settore delle energie rinnovabili italiane, anche dirottandoli in altri Paesi a maggiore stabilità normativa, e allontanando la possibilità di far fronte agli impegni assunti a livello internazionale nel raggiungimento del giusto mix energetico necessario a conciliare crescita economica e sostenibilità ambientale.

Intanto il presidente dell’Authority per l’energia, Alessandro Ortis, non si lascia sfuggire nessun commento. E sulla vicenda un no-comment si raccoglie anche dal presidente di Eni, Roberto Poli: ”quando la legge sarà esecutiva faremo i commenti”, si e’ limitato a dire in proposito. La Confindustria, invece, si dice perplessa: ”L’azzeramento dell’Autorità per l’energia – ha detto Emma Marcegaglia – ci lascia con un punto interrogativo”. Resta per la leader di Confindustria ”l’opportunità che sia indipendente, aperta al mercato che salvaguardi le imprese”.

Le Associazioni dei Consumatori si schierano in difesa del lavoro svolto in questi ultimi tempi dall’Autorità e sostengono che essa non va azzerato bensì rafforzata nella sua funzione di terzietà e di garanzia per un miglior funzionamento del mercato e della concorrenza in un settore fondamentale quale l’energia.

Adiconsum, Adusbef, Assoutenti, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione Nazionale Consumatori si dichiarano "fortemente preoccupate per le scelte che sembrano maturare nella maggioranza". L’operato dell’Autorità – affermano i Consumatori – ha rappresentato in questi anni garanzia per il contenimento delle bollette, per la tutela della trasparenza delle offerte commerciali e per un passaggio controllato alla liberalizzazione.

 

 

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