ENERGIA. Bollette elettricità, CTCU: no agli aumenti, soprattutto sul libero mercato

Non c’è pace per i consumatori. Tra i vari aumenti che gravano sulle tasche degli italiani, il mese prossimo porterà anche un ritocco sulle bollette elettriche (fino ad un +8%). Di fronte a tale notizia, il CTCU (Centro Tutela Consumatori e Utenti) manifesta il suo pieno dissenso, rivolgendo un appello soprattutto ai gestori operanti sul libero mercato. Secondo l’associazione i prezzi offerti da società come la Seltrade (attiva nel territorio altoatesino) devono rimanere invariati per non annullare i vantaggi offerti grazie alla libera concorrenza. Altrimenti, meglio tornare al "servizio di maggior tutela", con costi fissati dall’Autorità.

In base alle tariffe "bloccate", attualmente ogni famiglia con consumo annuo di 2700 KWh paga 464 euro. Gli aumenti in arrivo dal 1° luglio comporteranno invece un aumento di circa 37 euro all’anno. "Per lo stesso livello di consumo – afferma il CTCU – Seltrade conteggia attualmente una spesa annua di ca. 404,26 euro (sempre incluse imposte), quindi con un risparmio sulle attuali tariffe decise dall’Autorità di ca. 60,00 euro.

Si tratta di uno sconto che i consumatori stanno valutando di buon grado e terranno in debita considerazione fino a che permane, ovviamente. Dovesse ridursi o nella peggiore delle ipotesi azzerarsi è chiaro che i consumatori che attualmente hanno in corso un contratto sul libero mercato, potrebbero decidere in tempi molto rapidi (entro 30 giorni) di recedere da quello per ritornare a quello di maggior tutela con il vecchio venditore. Con buona pace dei virtuosi meccanismi della concorrenza che si vogliono instaurare".

"Non potremmo accettare – sottolinea – annuncia Walther Andreaus, direttore dell’associazione – giustificazioni di aumento delle tariffe legate al solito argomento dell’aumento del costo del petrolio. Localmente ci si fa vanto che la fonte primaria di produzione dell’energia è quella idroelettrica, la quale non ha nulla a che fare con il petrolio. Per cui ogni scusa in questo senso sarebbe vana, oltrecchè assurda. In presenza di aumenti ingiustificati i consumatori sarebbero pronti a rifare le valige per tornare dai vecchi gestori o passare a chi pratica sconti di lunga durata". Tra le varie proposte c’è anche quella di istituire un osservatorio dei prezzi di energia e gas sul territorio, per consentire la massima trasparenza ed informazione.

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