ENERGIA. Bollette più care del 20% per le imprese milanesi. Rapporto Camera di Commercio

E’ cresciuto del 20% circa in due anni il costo della bolletta dell’energia elettrica per il 95% delle imprese milanesi, pesando soprattutto sui piccoli consumatori come artigiani, commercianti, piccole industrie manifatturiere. Gli aumenti per i grandi e grandissimi consumatori, come imprese chimiche o ospedali, sono stati, infatti, compresi tra il 14% e l’11%. E’ quanto emerge dal Rapporto sulla domanda di energia elettrica, presentato oggi dalla Camera di Commercio di Milano. L’indagine è stata condotta su 1.218 imprese col supporto scientifico del centro ricerche REF di Milano.

In questi due anni, però, è cresciuto anche il mercato libero; è più che raddoppiato il numero di imprese che acquista energia fuori dal mercato tutelato: da circa il 25% nel 2005 si passa al 57% nel 2007. Per un consumo che vede transitare sul mercato libero il 93% dei kWh consumati e con un’impresa su dieci che ogni anno passa dal mercato tutelato ai fornitori privati.

Il costo dell’energia elettrica incide "molto" o "abbastanza" sui bilanci del 60% delle imprese, soprattutto tra quelle che si riforniscono sul mercato libero (67% contro il 52% di chi resta sul mercato tutelato). Quasi una impresa milanese su due cambierebbe fornitore soprattutto per risparmiare sui prezzi (circa il 40% per uno sconto del 5%, percentuale che sale all’80% per uno sconto del 10%) mentre l’8% per acquistare energia verde, cioè prodotta da fonti rinnovabili certificate.

Le imprese che intendono rimanere legate alle tariffe stabilite dall’Autorità di settore lo fanno perché abbastanza soddisfatte della qualità del servizio, per mancanza di tempo o per timore che la qualità della fornitura possa peggiorare.

Le priorità segnalate dalle imprese. La prima è la facilità di lettura delle bollette con l’indicazione delle singole voci (43% delle imprese) seguita dalla puntualità nella lettura dei consumi effettivi (34%). Meno importante la possibilità di disporre di formule innovative nei contratti, come la fatturazione online (20%).

Il cliente tipo del mercato libero milanese. Compra per l’80% dei casi da grossisti o venditori (mentre il 17%, costituito soprattutto da medi e grandi consumatori di energia, acquista tramite consorzi), in oltre un caso su due con contratto annuale (58%) e scegliendo un prezzo fisso (56% dei casi), soprattutto se piccolo consumatore, medi e grandi scelgono invece di agganciarsi all’andamento del prezzo del petrolio.

Sul libero si risparmia. Rispetto alle imprese che sono rimaste ancorate alle tariffe stabilite dell’Autorità di settore, le PMI che si sono rivolte al mercato libero hanno conseguito un risparmio dell’8% nel 2007, in rialzo dal 4% rilevato nell’anno 2005.

"In una economia sempre più internazionale e tecnologicamente avanzata il costo energetico rappresenta un fattore importante di competitività – ha ricordato Marco Accornero, consigliere della Camera di commercio di Milano -. Ecco perché il contenimento dei costi e l’ampliamento dell’offerta diventano fattori rilevanti per lo sviluppo delle imprese, una leva per promuovere il loro rafforzamento e la loro modernizzazione, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale".

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