ENERGIA. Boom nel 2008 per le rinnovabili

Il 2008 è stato un anno record per le energie rinnovabili, che hanno messo a segno una crescita nella misura del 50% dei ricavi di fotovoltaico, eolico e biocarburanti, passati da quasi 76 miliardi di euro a 115,9 miliardi. E’ quanto emerge dal rapporto ‘Clean energy trend 2009’ di Clean Edge, una società californiana di consulenza e ricerca sulle rinnovabili, secondo cui l’espansione messa a segno nel 2008 è stata ‘dopata’ da diversi fattori: la crescita a due cifre dei mercati di riferimento, ma anche dei costi di sviluppo degli impianti eolici, grazie a una domanda decisamente superiore all’offerta.

Il trend più interessante è rappresentato proprio dall’eolico, che ha ormai toccato la cifra record dei 50 miliardi di dollari, mentre i ricavi da biocarburanti hanno raggiunto i 34,8 miliardi di dollari e dovrebbero salire fino a 105,4 miliardi nel 2018.

In crescita anche i nuovi investimenti in tecnologie pulite, che si avvalgono anche di forme di finanziamento come il venture capital o il project financing, nel tentativo di bypassare le difficoltà di accesso al credito che, dal 2008, penalizzano anche questo settore, costringendo molte società a rinviare a tempi migliori nuovi piani di sviluppo, o a licenziare i propri dipendenti.

Riguardo agli investimenti complessivi (pubblici e privati, inclusa la ricerca) nei settori delle fonti rinnovabili si riporta il dato di New Energy Finance, secondo cui la crescita annuale è stata del 4,7% (contro il 60% registrato nel biennio 2006-2007). Questa contrazione è dovuta – secondo Clean Edge – soprattutto al dimezzamento degli investimenti pubblici nel settore rinnovabili, passati dai 23,4 miliardi di $ del 2007 agli 11,4 del 2008. Contestualmente, gli investimenti privati sono invece rimasti pressoché stabili o in leggero aumento.

Per la società californiana, nel medio e lungo termine la crescita del settore delle rinnovabili dovrebbe però proseguire, mentre nel 2009, a causa della crisi internazionale, potrebbe segnare invece una battuta d’arresto, o entrare in fase di ripensamento. Le previsioni per le ‘rinnovabili’ restano quindi in bianco e nero per il primo trimestre 2009 e probabilmente molti progetti potrebbero essere rinviati a data da destinarsi, con conseguenti ricadute anche sul piano occupazionale.

Di conseguenza, le performance per il 2009, secondo Clean Edge, potrebbero essere largamente inferiori a quelle del 2008, ma gia nel medio termine la spesa pubblica di molti governi – in primis della nuova Amministrazione americana – orientata proprio verso questi settori, contribuirà probabilmente a risollevare queste tecnologie.

Inoltre, come vari studi hanno più volte dimostrato, le rinnovabili sono una fonte di nuova occupazione. ‘Clean energy trend 2009’ valuta infatti che nei prossimi 10 anni il fotovoltaico contribuirà a creare oltre 1,34 milioni di nuovi occupati a livello mondiale (da 190 mila impieghi attuali); per l’eolico si arriverà a 1,31 milioni (da 400 mila), mentre per il settore dei biocarburanti si passerà dai 600 mila attuali a oltre 2,65 milioni. Cifre che non sembrano essere inverosimili se si prende in esame l’esempio della Germania, che dal 2000 ha più che raddoppiato le energie rinnovabili, creando 240.000 nuovi occupati nel settore.

Quello che emerge chiaramente dallo studio è che la speranza sarà più che mai nelle mani dei cittadini di tutto il mondo. La pressione che l’opinione pubblica sarà in grado di esercitare sui governi per orientare la spesa pubblica, potrebbe fornire un sostegno decisivo e lungimirante alle energie verdi, sia in termini salvaguardia dell’ambiente sia in termini di lotta contro la disoccupazione.

di Flora Cappelluti

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