ENERGIA. Caro GPL per uso domestico, Autorità apre indagine

I notevoli aumenti di prezzo del GPL (gas di petrolio liquefatto) per le famiglie degli ultimi anni non hanno convinto l’Autorità per l’energia elettrica e il gas che ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva. Molte anche le segnalazioni da parte di consumatori. Nel mirino del Garante i costi della materia prima nel mercato per uso domestico distribuito in rete, sfuso in serbatoi o venduto in bombole i cui incrementi potrebbero essere "non imputabili esclusivamente all’aumento delle quotazioni sui mercati internazionali".

In particolare , l’indagine approfondirà le caratteristiche del prodotto e diversificazione degli impieghi; le fonti di approvvigionamento e logistica dei depositi; la domanda, offerta di GPL in Italia; i prezzi internazionali; i costi del trasporto; e l’attività di distribuzione e vendita del GPL.

Negli ultimi tre anni – spiega l’Autorità – il prezzo del GPL venduto per serbatoi domestici o in bombole è stato sensibilmente superiore a quello del GPL canalizzato, cioè distribuito in rete e soggetto a regolamentazione dell’Autorità stessa. A fronte di un aumento di circa 30 centesimi di euro a metro cubo per il gas canalizzato, si è riscontrato un incremento più che doppio, superiore a 60 centesimi di euro al metro cubo, per il gas in bomboloni e bombole. Sempre in questo stesso periodo, i margini di vendita del GPL sfuso in serbatoi e in bombole sono cresciuti, rispettivamente, fino al 16% e al 12% rispetto all’incremento di appena l’1,4% per il prodotto distribuito in rete. Tutto ciò con forti penalizzazioni per i clienti finali, spesso costretti per ragioni contrattuali o di vincolo territoriale, ad approvvigionarsi da uno stesso fornitore.

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