ENERGIA. CdM: approvato il decreto sugli incentivi per le rinnovabili

Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato il decreto sugli incentivi per l’energia rinnovabile. L’attuale regime di incentivi al fotovoltaico rimarrà in vigore fino al fine maggio, mentre dal 1° giugno partirà un nuovo regime di aiuti. È prevista una consultazione fra i Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente per la revisione delle quote incentivi e dei tetti per le fonti rinnovabili.

Come si legge nella nota ufficiale del Governo, il CdM ha approvato in via definitiva il decreto legislativo sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili: "Il provvedimento – spiega il comunicato di Palazzo Chigi – mira al potenziamento e alla razionalizzazione del sistema per incrementare l’efficienza e l’utilizzo di questo tipo di energia ed ha, fra gli obiettivi principali, quello di diminuire gli oneri "indiretti" legati al processo di realizzazione degli impianti da essa alimentati (dall’autorizzazione alla connessione, all’esercizio). Si raggiunge in questo modo il duplice obiettivo di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili per rispettare i target europei e di ridurre gli oneri specifici di incentivazione a carico dei consumatori finali".

"In particolare – prosegue la nota – si prevede la definizione di un nuovo sistema di incentivi per gli impianti da fonti rinnovabili che entrano in esercizio dal 1° gennaio 2013, differenziato per gli impianti di taglia minore e maggiore, in modo da dare certezza ai piccoli investitori e stimolare i più grandi a soluzioni più efficienti. A tutela degli investimenti già effettuati si stabilisce che il ritiro dei certificati verdi prosegue fino al 2016, fissando il prezzo di ritiro al 78% di quello massimo di riferimento. Per quanto riguarda, in particolare, il fotovoltaico, si procederà ad una ridefinizione di criteri, parametri e quote a decorrere dal 1°giugno, per assicurare la sostenibilità dei costi di incentivazione, scoraggiare le iniziative meramente speculative e garantire al settore una prospettiva di sviluppo di lungo periodo".

Il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani esprime soddisfazione per un decreto che considera l’apertura di "una nuova stagione per l’energia pulita". Commenta Romani: "Con il decreto approvato oggi, il governo intende dare impulso alla filiera produttiva dell’energia da fonti rinnovabili contrastando le speculazioni finanziarie che gravano inutilmente sulle bollette degli italiani". E prosegue: "Nessun taglio, nessun tetto, nessuno stop allo sviluppo del settore produttivo è stato mai previsto, quanto piuttosto il potenziamento e la razionalizzazione del sistema per incrementare l’efficienza e l’utilizzo di questo tipo di energia, diminuendo gli oneri indiretti legati al processo di realizzazione degli impianti da essa alimentati e soprattutto eliminando l’effetto delle speculazioni finanziarie che hanno approfittato del settore".

Per Romani, il decreto "è in linea con il nostro obiettivo energetico nazionale: ridurre il costo dell’energia per aziende e cittadini che oggi si attesta a circa +30% rispetto agli altri paesi europei. Intendiamo raggiungerlo prima di tutto diversificando il nostro mix energetico, promuovendo quindi la produzione da fonti rinnovabili ed il ritorno al nucleare. Un obiettivo non può prescindere dall’altro".

Come sintetizza Staffetta Quotidiana, salta (rispetto alla proposta originale) il tetto degli 8.000 MW di potenza fotovoltaica incentivata, con revisione del Conto energia entro il 30 aprile 2011 per gli impianti che saranno collegati alla rete dopo il 31 maggio 2011; sono esclusi dal blocco per i mega impianti fotovoltaici in aree agricole gli impianti fino a 1 MW di potenza e a distanza non inferiore a 2 chilometri; il nuovo limite di "affollamento" è pari al 10% della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del proponente; i limiti non riguardano i terreni abbandonati da almeno cinque anni. "Gli incentivi del terzo conto energia – spiega Staffetta – saranno concessi agli impianti che saranno allacciati alla rete elettrica entro il 30 maggio 2011; per gli altri, il Governo dovrà emanare un nuovo decreto ministeriale entro il 30 aprile 2011; il decreto, oltre a indicare le nuove tariffe, dovrà determinare un limite annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti; determinare le tariffe incentivanti tenendo conto della riduzione dei costi delle tecnologie e dei costi di impianto e degli incentivi applicati negli Stati membri dell’Unione europea; prevedere tariffe incentivanti e quote differenziate sulla base della natura dell’area di sedime".

Sul provvedimento esprime invece una posizione critica Legambiente, che parla di prospettive incerte e promette di rivolgersi alla Commissione europea. Afferma il responsabile energia e infrastrutture dell’associazione Edoardo Zanchini: "Neanche la mobilitazione di questi giorni di cittadini e aziende, associazioni ambientaliste e di settore, parlamentari di entrambi gli schieramenti, è riuscita a fermare un decreto che avrà effetti gravi e dannosi sulle rinnovabili in Italia, visibili già nel 2011".

"Per il solare fotovoltaico, imprenditori e cittadini sono lasciati nella più totale incertezza – commenta Zanchini – Solo chi ha già i cantieri aperti e finirà entro maggio avrà sicurezza sugli incentivi. Da giugno entrerà in vigore un nuovo sistema con tariffe più basse ma anche un ‘limite annuale alle installazioni’ che non darà garanzie che vuole investire. Per eolico, biomasse e idroelettrico la situazione è ancora più grave, visto che è prevista l’introduzione di un fallimentare sistema di aste al ribasso, che in passato ha già dato risultati scadenti, e solo a uno sconto sul taglio retroattivo agli incentivi, passato dal 30 al 22%". L’associazione annuncia che chiederà alla Commissione europea di verificare la coerenza del provvedimento Romani con gli obiettivi vincolanti al 2020 e il Piano italiano per lo sviluppo delle rinnovabili presentato pochi mesi fa a Bruxelles.

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