ENERGIA. Cernobyl 20 anni dopo. Fare Verde: risparmio energetico come alternativa al nucleare

Cernobyl 20 anni dopo. Fare Verde rilancia il risparmio energetico come alternativa possibile alla costruzione di nuove centrali nucleari. In Italia il 60 – 70% delle spese energetiche riguarda il riscaldamento di abitazioni e terziario, ma con l’uso razionale dell’energia, solo nel settore domestico, potremmo risparmiare fino al 27 %.

Vent’anni fa il 26 Aprile alle ore 1,23′ di notte a Cernobyl una esplosione 500 volte piu’ potente di Hiroshima. Oggi, giornata di commemnorazione dalle ore 17 a Roma – piazza Campo de’ fiori (davanti al cinema Farnese) Fare Verde ricordera’ con la proiezione di un filmato il ventesimo anniversario dell’incidente nucleare che ha scosso le nostre coscienze tanto da far abbandonare all’Italia la via nucleare.

Il dibattito sul nucleare sembrava chiuso, sottolinea l’associazione – purtroppo pero’ negli ultimi anni davanti alle emergenze energetiche molti sostenitori del nucleare non hanno perso la ghiotta occasione per rilanciarlo, forti del fatto che la memoria umana e’ labile e il diritto
al consumo e’ innegabile. Ogni scelta energetica presenta pro e contro: si dice che il nucleare di ultima generazione sia piu’ sicuro, ma nessuno puo’ escludere totalmente la possibilita’ di incidenti altrimenti almeno una Compagnia Assicurativa disposta a stipulare una RC (Responsabilita’ Civile) per assicurare le centrali nucleari si troverebbe. E il Terrorismo si puo’ controllare? Si dice, continua Fare Verde, visto che non emette gas serra, che possa essere la fonte energetica alternativa alle energie alternative; meno costosa, piu’ facile da realizzare e gestire. E le scorie?

Decisamente una bella eredita’ per le generazioni future. Secondo uno studio indipendente a parita’ di servizi finali per l’utenza l’Italia potrebbe ridurre fino al 46% la domanda. Nel settore domestico circa il 27% (un terzo da stand by, un terzo da congelatori e frigo, un quarto illuminazione, solo questi pari a circa 400 MW, una centrale di medie dimensioni, il resto lavatrice). Fermiamoci un attimo, rallentiamo la nostra corsa al consumo e cerchiamo di valutare il primo obiettivo che bisogna perseguire in una politica energetica lungimirante: ossia ridurre i consumi. Allora c’e’ davvero bisogno del nucleare? Vale la pena di rischiare un’altra Cernobyl?

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