ENERGIA. Cittadini in piazza con Legambiente contro il decreto taglia incentivi

Sono stati numerosi i cittadini che hanno risposto all’appello di Legambiente e di Assolterim e che oggi sono scesi in piazza Montecitorio a Roma per protestare contro l’articolo 29 del decreto legge 185/2008 che taglia gli incentivi del 55% per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico. Ma non c’erano soltanto i consumatori; anche aziende e associazioni si sono mobilitate contro il provvedimento che limita la possibilità di usufruire dello sconto per gli interventi di riqualificazione energetica, rendendo più complicato e discrezionale l’iter per accedere agli sgravi.

"Una scelta sbagliata – secondo Legambiente – perché il solare termico e il risparmio energetico rappresentano per le famiglie una possibilità concreta di risparmio, per le imprese una prospettiva di innovazione e di lavoro, per l’Italia un opportunità di ridurre importazioni di combustibili fossili e emissioni.

Negli ultimi due anni gli incentivi sono stati utilizzati da 250mila cittadini, hanno messo in moto un volano di affari di oltre 3miliardi di euro, permettendo l’emersione del nero e l’attivazione di una nuova economia. Le famiglie che hanno potuto realizzare alcuni degli interventi consentiti dagli incentivi – cambio degli infissi, caldaie a condensazione, pannelli solari termici, riscaldamento a pavimento, cappotto termico delle pareti e del tetto – hanno risparmiato fino a 1000 euro in un anno sulla bolletta. Chi ha coibentato casa, ha dimezzato il costo del riscaldamento, chi ha installato una caldaia a condensazione taglia la bolletta di circa il 30%, chi ha installato un pannello solare termico può ridurre la bolletta energetica del 20-40%.

Oltre al risparmio dei privati, gli incentivi sono anche un importante volano per una nuova economia che genera lavoro e produce ricchezza. Nel 2008 il provvedimento ha mosso interventi pari a 1,8 miliardi di euro, generando immediatamente Iva, Ires e Irap. Non rappresenta, quindi, come dice Tremonti, solo un minor introito fiscale per lo Stato.

"Togliere la retroattività per il 2008, come ha proposto Tremonti, non è sufficiente – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente – Chi si è indebitato convinto di poter contare sugli incentivi e non ha ancora finito l’intervento, rischia di non poter contare sulle detrazioni per il 2009. Ed è sbagliato fissare una cifra massima complessiva per le detrazioni, superata la quale le domande sono escluse – ha aggiunto Zanchini – perché porterà a fermare tutti gli investimenti nel risparmio energetico. Nessuna impresa, nessuna famiglia sceglierà le tecnologie migliori e gli interventi più costosi, che permettono realmente di ridurre i consumi. Il provvedimento spingerebbe le aziende delle rinnovabili verso l’estero e il settore edilizio a tornare al nero".

"Il rimborso degli interventi è inoltre spalmato su 3 anni – ha spiegato Zanchini – termine che si può estendere anche a 5, purché si ripristini la versione originale del provvedimento garantendo la certezza delle detrazioni, che è l’unica possibilità di non bloccare gli investimenti. Nel frattempo, bisogna puntare a elevare gli standard degli interventi edilizi anche attraverso la certificazione energetica in edilizia e l’integrazione delle fonti rinnovabili e ridurre gli spazi del sommerso, affinché questi interventi diventino in breve tempo la pratica normale e si possa allora fare a meno degli incentivi".

Se le detrazioni verranno ridotte non ci sarà più certezza per chi realizza gli investimenti. E per una esperienza virtuosa come quella dei Gruppi di acquisto solare forse non vi sarà più futuro: quarantadue famiglie stanno installando impianti solari termici e fotovoltaici in Comuni del Veneto orientale (Ceggia, Portogruaro, Torre di Mosto, San Stino di Livenza e Marcon) grazie al lavoro dello sportello energia di Legambiente che, oltre a informare i cittadini, ha organizzato una gara di acquisto collettiva che ha ridotto il costo degli interventi del 15%. I vantaggi di questo modello di gruppo d’acquisto sono straordinari: si riduce la spesa dell’intervento, si installano impianti certificati e garantiti, le famiglie tagliano la bolletta energetica e si risparmiano 82 tonnellate l’anno di emissioni di CO2.

L’appello di Legambiente è rivolto dunque all’Italia, "che faccia la sua parte cancellando quanto previsto per le detrazioni del 55% dal decreto legge 185/2008 proprio mentre l’Unione Europea si appresta ad approvare definitivamente il Pacchetto Energia e Clima, e a Poznan si svolge la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

 

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