ENERGIA. Cncu riceve Collegio uscente e si propone ad adiuvandum in alcuni procedimenti

Nel corso dell’ultima riunione del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (Cncu), si è svolta un’audizione del collegio uscente dell’Autorità dell’Energia Elettrica e il Gas che ha illustrato al Consiglio il proprio bilancio di fine mandato con riguardo particolare alle iniziative assunte dall’Autorità a tutela dei consumatori. I consiglieri hanno deciso di chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di intervenire in alcuni giudizi a sostegno delle determinazioni tariffarie dell’Autorità e in opposizione alle tesi sostenute dalle Aziende. I procedimenti oggetto di interesse sono tre e si riferiscono:

  • alla deliberazione AEEG 29 marzo 2007 n.79 con cui l’Autorità ha disposto la "rideterminazione delle condizioni economiche di fornitura per il periodo compreso tra l’11 gennaio ed il 31 marzo 2007 e i criteri per l’aggiornamento delle condizioni economiche di fornitura del gas naturale" in considerazione del fatto che la sentenza di annullamento del Tar Lombardia, che ha accolto i ricorsi delle aziende avverso la predetta deliberazione, rischia di provocare un aumento del prezzo del gas;
  • alla deliberazione dell’AEEG del 18 giugno 2010, ARG/gas 89/10 con cui l’Autorità ha modificato, per il periodo compreso tra il 1 ottobre 2010 ed il 30 settembre 2011 il metodo di aggiornamento della componente relativa al costo della materia prima, in considerazione del fatto che l’eventuale accoglimento dei ricorsi presentati dalla aziende al Tar Lombardia priverebbe i consumatori dei benefici derivanti dalla riduzione dei costi di approvvigionamento registrati sul mercato;
  • alla deliberazione dell’AEEG del 4 agosto 2010 ARG/elt 125/10 con cui lì’Autorità ha introdotto l’obbligo di presentare una garanzia come corrispettivo per l’occupazione virtuale della capacità di rete, limitatamente alle connessioni in aree critiche o su linee critiche, individuate sulla base di criteri proposti da terna Spa per la rete in alta e in altissima tensione, la cui efficacia è stata sospesa con varie ordinanze cautelari del Tar Lombardia; in particolare questa ultima deliberazione contrasta i comportamenti speculativi di occupazione virtuale dell’infrastruttura senza la successiva realizzazione dell’impianto, che, anche nell’interesse dei consumatori, vanno disincentivati al fine di garantire l’accesso alla rete alle aziende realmente interessate alla realizzazione dell’impianto.

 

 

 

 

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