ENERGIA. Codici chiede taglio dei finanziamenti “illegittimi” per i Cip 6

I CIP 6 sono incentivi economici per la cessione di elettricità ottenuta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate, ovvero un contributo che ogni cittadino versa perché l’energia elettrica derivante da fonti rinnovabili (sole, vento ecc) o fonti assimilate (scarti di petrolio, cascami, bitumi, carbone e rifiuti) sia pagata ad un prezzo maggiore per incentivarne lo sviluppo. A spiegare il meccanismo è Codici che aggiunge "lo scandalo è che l’incentivazione viene data per il 90% sulle fonti assimilate, inquinanti, e solo per il 10% su fonti rinnovabili".

I CIP 6, includendo al loro interno anche le fonti assimilate, stanno facendo arricchire i petrolieri italiani. In questi giorni in comunitaria 2006 e nella finanziaria si sta discutendo della proposta dell’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas – AEEG per una riduzione del 20% di questi incentivi economici che porterebbe alla riduzione del 5% circa del costo delle bollette elettriche (ovvero uno sgravio di 750 milioni di euro).

Erg, Edison e Saras, ovviamente, si sono subito affrettate a dichiarare l’illegittimità della delibera dell’ AEEG, prospettando un ricorso al Tar. "Abbiamo chiesto un incontro all’AEEG per discutere della sua proposta di ridurre questi incentivi palesemente illegittimi, – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI – attivandoci anche presso esponenti di maggioranza e opposizione. Entrambe le forze politiche sono state sollecitate affinchè nella finanziaria non passi alcun capitolo di rifinanziamento delle convenzioni CIP 6 con i parametri attuali. È ovvio che se tali osservazioni non verranno recepite nel documento al vaglio di Palazzo Madama, non esiteremo a ricorrere in sede europea, la cui giurisprudenza non prevede incentivi per queste fonti "assimilate".

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