ENERGIA. Comitato “Fermiamo il nucleare”: non è sicuro, non è economico

Mobilitazione contro il nucleare che "non è sicuro, non è economico, non è utile". Dati alla mano, il Comitato "Fermiamo il nucleare, non serve all’Italia" ribadisce i rischi del nucleare: "Il nucleare costa troppo e non dà indipendenza né sicurezza energetica. L’uranio è una risorsa che entro qualche decennio sarà esaurita (probabilmente prima del petrolio e del carbone), le centrali costituiscono degli obiettivi "sensibili" per il terrorismo, con forti rischi per la popolazione e comunque richiedono la preventiva militarizzazione del territorio. Soprattutto, il nucleare costituisce un rischio ambientale e per la salute".

L’Italia deve dunque puntare sull’informazione, sull’educazione al risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili e pulite: è quanto ribadisce il Comitato in occasione dell’anniversario del referendum popolare contro il nucleare del 1987. Le ragioni di quel voto contrario da parte della popolazione, afferma il Comitato "Fermiamo il nucleare", sono ancora valide.

Il Comitato si sofferma in particolare sui rischi per la salute e l’ambiente legati al nucleare e alla possibilità di incidenti. C’è quello di Chernobyl, entrato nella memoria di tutti: ebbene, secondo il libro "Chernobyl: Consequences of the Catastrophe for People and the Environment" pubblicato quest’anno dalla New York Academy of Sciences, circa un milione di persone sono morte a causa dell’incidente nella centrale del reattore ucraino. La contaminazione, ricorda il Comitato, ha riguardato tutto l’emisfero nord del piante e le vittime sono state molto di più di quelle stimate dalla agenzie internazionali.

Ancora: "Ricerche condotte in Germania, in Inghilterra e in Francia dimostrano che le zone nelleimmediate vicinanze di una centrale sono inquinate dalla radioattività, e che questa determina malattie gravi nella popolazione. Secondo uno studio governativo tedesco, realizzato da epidemiologi dell’Università di Magonza su tutti e 16 gli impianti nucleari della Germania, i bambini che abitano a meno di 5 kilometri dai reattori hanno un incremento del 76% del rischio di contrarre una leucemia rispetto ai coetanei che vivono a più di 50 km". Altre analisi, come quella riportata sulla rivista Environmental Health, ipotizzano che i radionuclidi liberati dagli impianti con il vapore acqueo vengano incorporati dal suolo e dai vegetali e che si ritrovino, quindi, nella catena alimentare. Poi c’è il rischio delle infiltrazioni d’acqua contaminata.

Risultato: "Per il Comitato "Fermiamo il nucleare, non serve all’Italia" appare sempre più evidente che l’unica strada sostenibile in materia di energia sia quella del risparmio, dall’efficienza energetica e dello sviluppo coerente delle fonti rinnovabili e pulite".

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