ENERGIA. Comitato contro nucleare chiede election day

"Accorpare il voto dei referendum sul nucleare e l’acqua con quello delle amministrative e destinare i soldi risparmiati – circa 400 milioni di euro – al Giappone": è quanto propongono le oltre 60 associazioni del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ che oggi hanno chiesto di realizzare l’election day. "Nonostante il recente voto contrario della Camera – affermano i rappresentati delle associazioni in una conferenza stampa nella sede romana del Comitato – è necessario che il governo ci ripensi: è una questione che ha a che fare con la democrazia nel nostro Paese, ma non solo".

Si tratta di uno spreco di soldi pubblici che si scontra con la recessione economica e, aggiunge il Comitato, anche con gli eventi del Giappone: "Per questo chiediamo all’Esecutivo di abbandonare il furore ideologico e tornare coi piedi per terra: i 400 milioni risparmiati accorpando amministrative e referendum potrebbero essere destinati agli aiuti per il Giappone".

Le esplosioni della centrale di Fukushima hanno nel frattempo "raffreddato" tante dichiarazioni governative di sostegno al nucleare: ora si è passati a invocare una "pausa di riflessione". Commenta il Comitato: "Un ravvedimento ambiguo e interessato dell’Esecutivo, che mentre predica una pausa di riflessione manda avanti in Parlamento la norma sulla localizzazione delle centrali che, non lo dimentichiamo, prevede anche l’uso dell’esercito per far costruire gli impianti. Non serve nessuna pausa di riflessione: il nucleare sicuro non esiste, e gli italiani non vogliono rischiare di trovarsi una Fukushima in casa".

Sul tema interviene anche Federconsumatori, anch’essa critica sulla posizione assunta dal Governo: "Va bene la pausa di riflessione, purché che sia senza limiti né di contenuti né di tempi! Ciò che preoccupa i cittadini, infatti, non ha trovato finora spazio nelle articolate e disarmoniche dichiarazioni dei ministri. È facile interpretare il rifiuto del Governo di far svolgere in un solo giorno le elezioni amministrative ed il referendum abrogativo sulla reintroduzione del nucleare in Italia come una chiara volontà di evitare un confronto, disincentivando la partecipazione in massa dei cittadini alla votazione per il referendum sul nucleare". Da qui la richiesta di realizzare l’election day.

Oggi, intanto, il Codacons e il "Comitato promotore dei referendum ambientali e per il diritto ad esprimersi nelle consultazioni referendarie di giugno 2011", hanno depositato un ricorso al TAR del Lazio per l’accorpamento delle due consultazioni elettorali, referendarie ed amministrative, previste rispettivamente per la data del 12 Giugno 2011 e del 15-16 maggio 2011. "Il mancato accorpamento delle due consultazioni – si spiega nel ricorso – tenta di conseguire un obiettivo politico attraverso la vanificazione dell’ultimo strumento di democrazia diretta in mano ai cittadini, previsto dall’art. 75 della Costituzione, e determinerebbe un’ulteriore violazione di legge, attraverso lo spreco di milioni di euro, senza alcuna valida ragione". Il Codacons ritiene oltretutto violati i principi di buona amministrazione fissati agli artt. 97 e 98 della Costituzione, tanto più se si considera l’importanza dei quesiti referendari su cui saranno chiamati a pronunciarsi gli italiani. Il 31 marzo prossimo, dunque, il Tar deciderà le sorti del ricorso del Codacons e del Comitato, ricorso che oggi stesso è stato notificato anche alle segreterie di PD e PDL.

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