ENERGIA. Concorrenza, Ue mette in mora 17 Stati membri

Con 28 lettere di messa in mora inviate oggi a 17 Stati membri, la Commissione ha avviato un’azione di controllo sull’attuazione della normativa sul mercato interno dell’energia da parte degli Stati, con un esame puntuale della conformità di tutte le leggi adottate dai paesi membri per recepire le direttive "gas" ed "elettricità". "L’esecutivo Ue – ha affermato Andris Piebalgs, commissario per l’energia – dopo un esame approfondito, ha deciso di avviare diverse procedure d’infrazione nei confronti degli Stati membri che non hanno osservato le norme europee e altre misure indispensabili per raggiungere un livello più elevato di crescita e di competitività in Europa".

Nel mirino della Commissione l’Austria, il Belgio, la Repubblica ceca, la Germania, l’Estonia, la Spagna, la Finlandia, la Francia, la Grecia, l’Irlanda, l’Italia, la Lituania, la Lettonia, la Polonia, la Svezia, la Slovacchia e il Regno Unito.

Secondo la Commissione, il presupposto indispensabile per un approvvigionamento sostenibile, competitivo e sicuro di energia è dato dall’esistenza di mercati dell’energia aperti e concorrenziali, che permettano alle imprese europee di operare come concorrenti su scala europea anziché limitarsi a dominare il mercato nazionale. L’esecutivo Ue ritiene inoltre che la creazione di un mercato europeo dell’energia con queste caratteristiche sarà determinante per ridurre i prezzi dell’energia, migliorare la sicurezza del nostro approvvigionamento e rafforzare la competitività. Si rilevano però ancora molte differenze nel modo in cui gli Stati membri intendono procedere verso l’apertura alla concorrenza, e ciò impedisce l’emergere di un mercato europeo veramente concorrenziale.

In particolare i principali problemi constatati in sede di recepimento delle direttive sono i seguenti:

  • persistenza di prezzi regolamentati, in particolare a profitto dei clienti idonei, che bloccano l’arrivo di nuovi concorrenti;
  • assenza di separazione giuridica ed insufficiente separazione gestionale dei gestori delle reti di trasporto e di distribuzione dell’elettricità e del gas per garantire la loro indipendenza;
  • accesso discriminatorio dei terzi alla rete e insufficiente trasparenza delle tariffe;
  • libera scelta del fornitore;
  • competenze delle autorità di regolazione, in particolare per la fissazione delle tariffe d’accesso alle reti;
  • accesso preferenziale per alcuni contratti storici nel settore elettrico o del gas;
  • mancata notifica degli obblighi di servizio pubblico e insufficiente indicazione dell’origine dell’elettricità.

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