ENERGIA. Coop Adriatica investe 14 milioni di euro per la sostenibilità ambientale

Il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa di consumatori, nell’ambito del Piano strategico 2008-2010 ha approvato il piano triennale che ha come obiettivo primario quello di arrivare in tre anni a produrre in proprio – grazie a pannelli fotovoltaici – circa 6,8 milioni di chilowattora, abbattendo di quasi 3.500 tonnellate le emissioni di anidride carbonica. Grazie poi all’estensione dell’uso delle fonti rinnovabili e al contenimento dei consumi nei negozi, la riduzione delle emissioni sarà di quasi 60 mila tonnellate. I lavori per l’installazione degli impianti sono già partiti in tre supermercati dell’area di Bologna: a Calderara, Cento e Pianoro. I pannelli entreranno in funzione da marzo e richiederanno investimenti per circa 900 mila euro; "immagazzinando" l’energia solare, contribuiranno al fabbisogno energetico dei negozi. La loro potenza complessiva sarà di 180 chilowatt, e assicureranno una riduzione di circa 105 tonnellate l’anno delle emissioni in atmosfera di anidride carbonica, il gas tra i principali responsabili del riscaldamento terrestre.

Alla fine del 2008 i nuovi punti vendita di Coop Adriatica alimentati da pannelli fotovoltaici in Emilia-Romagna saranno tredici, e andranno ad aggiungersi a "I Malatesta" di Rimini, il primo ipercoop in Italia a "zero emissioni" di anidride carbonica, alimentato interamente da energia verde e aperto nel 2005. Il piano energetico di Coop Adriatica prevede inoltre – sempre entro il 2010 – di estendere il numero di punti vendita alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili. Come l’ipercoop "Centro d’Abruzzo" di Chieti e il "Miralfiore" di Pesaro, anche altri negozi cominceranno così ad utilizzare per i loro consumi l’energia pulita proveniente dalle centrali idroelettriche di "Idroenergia", la società di Aosta specializzata nel produrre da fonti rinnovabili. Lo scorso anno questi due punti vendita, insieme a "I Malatesta" di Rimini e il "Città delle stelle" di Ascoli Piceno – il primo ipermercato nel nostro Paese ad avere ottenuto la registrazione di eccellenza ambientale Emas – hanno assicurato un abbattimento delle emissioni in atmosfera di biossido di carbonio di oltre 9 mila tonnellate l’anno.

Sul piano infine del contenimento dei consumi energetici dei negozi, è già partita l’installazione in tutti i punti vendita della Cooperativa dei banchi frigo "ecologici": chiusi da uno sportello di vetro, consentono di abbattere del 22% i consumi del banco stesso; una volta concluso il piano di installazione, permetteranno di ridurre di 3,3 milioni di tonnellate le emissioni in atmosfera di biossido di carbonio. Nel 2008 la Cooperativa estenderà inoltre ad altri otto punti vendita l’impiego dell’illuminazione a norma Greenlight, già adottata in 26 negozi, e promuoverà le azioni per ridurre gli sprechi in tutta la rete. A questo proposito, Coop Adriatica ha avviato già dal 2006 un programma di contenimento dei consumi che ha consentito un risparmio di oltre 1,6 milioni di chilowattora all’anno.

Il rispetto della natura è sempre stata la prerogativa della Coop che, fin dal 2000, presta particolare attenzione per la riduzione del packaging, l’uso di ricariche e materiale riciclato e l’utilizzo di materiali innovativi biodegradabili al 100%.
Sempre tra i prodotti, Coop ha varato fin dal 1999 una propria linea di prodotti a marchio realizzati secondo le procedure dell’agricoltura biologica, escludendo totalmente l’impiego di sostanze chimiche di sintesi e ricorrendo esclusivamente all’utilizzo di tecniche naturali di coltivazione.

Tra le diverse soluzioni possibili per ridurre l’impatto ambientale, nella scelta dei materiali, Coop si è orientata verso il PLA: materiale biodegradabile al 100% derivante da una fonte rinnovabile quale l’amido di mais (in questo materiale è realizzata la linea monouso di piatti e bicchieri). Pur non derivando dal petrolio, l’aspetto e le prestazioni sono simili alla plastica per resistenza e duttilità.
Inoltre Coop aderisce a standard internazionali (come il progetto "Dolphin Safe" o il "Friend of the sea", o lo Standard gestito in Italia dalla Lav per non testare sugli animali i prodotti cosmetici -né il prodotto finito né i singoli ingredienti) che promuovono il tema "benessere animale".

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