ENERGIA. Detrazioni del 55%, AACC: “Norma approvata dalla Camera precaria e insufficiente”

Qualche giorno fa le Associazioni dei consumatori avevano chiesto, in una nota congiunta, il ripristino delle detrazioni fiscali del 55% per le spese sostenute dai cittadini per la riqualificazione energetica degli edifici. Oggi i Consumatori tornano a far sentire la loro voce con un’altra nota a firma di Adiconsum, Adoc, Acu, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori.

"La norma approvata dalla Camera – si legge nella nota – è precaria ed assolutamente insufficiente. La proroga soltanto sino al 31 dicembre 2011 impedisce alle imprese di razionalizzare i processi produttivi e di programmare gli investimenti di medio periodo in nuove tecnologie; inoltre non permette alle famiglie di progettare e finire in solo 12 mesi gli interventi complessi di riqualificazione energetica delle abitazioni. La diluizione in 10 anni delle detrazioni – continuano le Associazioni dei consumatori – rischia, almeno per gli interventi di minore entità, di rendere conveniente il lavoro nero, con il relativo sconto delle imprese, invece di pretendere di far comparire fiscalmente i lavori svolti".

Secondo le Associazioni dei consumatori il provvedimento approvato dalla Camera "rischia di essere inefficace nella lotta all’emersione del lavoro nero; di non contribuire, in un momento grave crisi economica, a sostenere lo sviluppo e l’occupazione in questa importante filiera italiana di piccole e medie imprese e di rendere inutili gli importanti risultati raggiunti in questi anni in termini di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni inquinanti".

L’appello delle Associazioni Consumatori è al Governo ed a tutti i Gruppi Parlamentari "affinché al Senato, in sede di conversione della Legge di Stabilità, si corregga la norma in questione recuperando le proposte formulate dal Ministero dello Sviluppo Economico, dandogli così certezza di continuità almeno per il triennio 2011 -2013 e riproponendo le detrazioni in 5 anni". "Le difficoltà del Bilancio dello Stato – conclude la nota – non possono essere addotte in questo caso poiché, come ha ampiamente dimostrato lo studio commissionato dall’ENEA al CRESME, nel periodo di vigenza delle detrazioni fiscali, a fronte dei 6.1 miliardi di euro a carico dell’erario, le maggiori entrate per lo Stato prodotte dagli oltre 11 miliardi di investimenti indotti dall’incentivo, assommano ad oltre 10 miliardi, considerando il maggior gettito dell’IVA dovuto all’emersione del lavoro nero, i contributi sociali e l’IRPEF di circa 50.000 nuovi lavoratori occupati e la maggiore tassazione derivante dagli utili delle imprese".

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