ENERGIA. E.ON Energia modifica clausole contrattuali dopo accordo con CODICI

A seguito di un confronto tra l’Associazione dei consumatori CODICI e la E.ON Energia S.p.A sono state modificate una serie di clausole nelle condizioni generali di contratto di somministrazione energia elettrica. L’Associazione ha espresso soddisfazione per l’accordo: "Lo scopo dell’intesa raggiunta – commenta il Segretario Nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli – è quello di tutelare in maniera concreta i consumatori utenti del servizio".

Andando nel dettaglio le parti sono convenute a modificare i seguenti punti:

  • Responsabilità, prima vi era irresponsabilità del fornitore per tutto ciò che concerne le fasi del dispacciamento, trasporto e distribuzione, ora la irresponsabilità vi è solo nei casi di assenza di colpa e di adempimento diligente del contratto;
  • prima il consumatore doveva pagare anche in caso di contestazione della bolletta e non poteva eccepire la compensazione, ora per i consumatori tale clausola è esclusa;
  • prima il fornitore in mancanza di lettura poteva fatturare sulla base dei dati ritenuti più idonei, ora è prevista la autolettura;
  • prima anche al consumatore erano addebitati gli interessi del d.lgs. 231/02 in materia di ritardi nelle transazioni commerciali (tasso BCE aumentato di sette punti), ora ai consumatori è addebitato il tasso BCE aumentato di tre punti (è il criterio imposto dall’Autorità dell’energia per l’area della maggior tutela);
  • prima il professionista poteva variare le condizioni contrattuali unilateralmente, ora a norma del codice del consumo è indicato il giustificato motivo (variazione delle condizioni di mercato e dei costi di approvvigionamento dell’energia) che legittima la variazione (salvo il diritto di recesso del cliente);
  • prima la data di attivazione del servizio non era indicata, ora si rinvia ai termini stabiliti dall’Autorità;
  • prima l’iscrizione nel registro dei protesti del consumatore era causa di risoluzione del contratto, ora non più;
  • prima l’inefficacia dei contratti di trasporto e dispacciamento consentiva al fornitore la risoluzione del contratto, ora ciò vale solo se la inefficacia non è imputabile al fornitore;
  • prima in caso di richiesta di fornitura di energia e gas, l’accettazione del fornitore potava riguardare anche solo una delle forniture, ora è fatta salva la volontà diversa del consumatore indicata nella richiesta;
  • prima il credit check negativo consentiva al fornitore di non dare seguito alla fornitura, ora è escluso per i consumatori;
  • prima, in caso di fatturazione sulla base di dati stimati, in sede di conguaglio non erano dovuti interessi da parte del fornitore, ora è richiamato il criterio previsto dall’art. 2033 c.c. in materia di ripetizione di indebito (se vi è buona fede gli interessi sono dovuti dalla domanda, se vi è mala fede sono dovuti dal pagamento);
  • prima il fornitore dava esecuzione al contratto solo se il consumatore era dotato dei requisiti di solvibilità finanziaria secondo i criteri più diffusi, ora non più per i consumatori;
  • prima la sussistenza di obbligazioni insolute del consumatore con altri fornitori era causa di risoluzione del contratto, ora non più;
  • in materia di somministrazione di gas è stata eliminata la clausola in virtù della quale il fornitore non rispondeva mai in caso di sinistri presso il domicilio del consumatore.

 

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